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La Grecia, lasciata sola ad affrontare la crisi migranti, chiede aiuto all’Ue

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Atene ha chiesto 480 milioni di euro all’Unione europea. Il 7 e il 18 marzo due summit europei per cercare di trovare una soluzione

Atene ha chiesto 480 milioni di euro all’Unione europea per affrontare la crisi dei migranti in corso in questi giorni al confine tra Grecia e Macedonia. 

Le agenzie umanitarie e le organizzazioni non governative hanno detto che la risposta “ingiustificabile” dell’Europa alla crisi dei rifugiati sta avvicinando l’ipotesi di un disastro umanitario.

Bruxelles intanto si prepara a due summit d’emergenza per fronteggiare la situazione a Idomeni, al confine tra Grecia e Macedonia, dove migliaia di migranti sono bloccati da giorni e a Calais, in Francia, dove la polizia ha iniziato a sgomberare il campo profughi detto “la Giungla”. 

L’Alto commissariato Onu per i rifugiati, l’Unhcr, ha diffuso i dati secondo i quali dall’inizio del 2016 sarebbero 131,724 le persone che hanno attraversato il Mediterraneo nel tentativo di raggiungere l’Europa. 

Secondo l’agenzia delle Nazioni Unite, l’Europa si trova all’apice di una crisi umanitaria autoindotta. I governi non collaborano nonostante gli accordi e sempre più paesi impongono ogni giorno nuove restrizioni alle frontiere. 

Human Rights Watch ha condannato “il totale fallimento di rispondere collettivamente e compassionevole ai flussi migratori” dell’UE.

La cancelliera tedesca, Angela Merkel, ha detto che l’Europa deve affrontare con decisione “la situazione difficile” in Grecia non abbandonandola al suo destino. Anche il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, ha chiesto di dare un supporto ad Atene. La disponibilità a stare vicini alla Grecia è “una prova della nostra europeità”, ha detto Tusk.

Tusk ha intrapreso una spola diplomatica in preparazione alla riunione di emergenza con la Turchia che si terrà il 7 marzo e al vertice dei leader europei del 18 marzo.

“Non possiamo sopportare lo sforzo di accogliere tutti i profughi che vengono qui”, ha detto Olga Gerovassili, un portavoce del governo greco. La Grecia, che deve già affrontare una crisi economica interna molto pesante, chiede con insistenza che l’Europa si faccia carico dell’accoglienza migranti e non la lasci sola. 

In Grecia si trovano ora almeno 24.000 migranti, quasi un terzo di loro sono bloccati al confine con la Macedonia, ha fatto sapere il portavoce dell’Unhcr, Adrian Edwards.

“I migranti stanno arrivando a piedi e per quanto possono in autobus e in taxi”, ha detto Caroline Haga, della Federazione Internazionale della Croce Rossa. “Sono determinati a partire, non vogliono assolutamente rimanere in Grecia”. “Se la situazione continua così, se i numeri diventano ancora più grandi, sarà ingestibile”, ha detto Haga.

“La settimana scorsa ho dormito all’aperto perché non ci sono le tende a disposizione e posso dirvi che non sono stato l’unico”, ha raccontato Amer Alabboush, ingegnere chimico di Homs di 24 anni. “La situazione è molto brutta e sta ulteriormente peggiorando. Io e i miei amici siamo qui da esattamente sette giorni. Ogni giorno riceviamo un panino. Nient’altro. Abbiamo fame”, continua. 

Le organizzazioni umanitarie stanno offrendo i primi soccorsi allestendo tende, servizi igienici, qualche doccia e ambulatori da campo.

In Francia, intanto, centinaia di migranti che vivono nel campo improvvisato detto “la Giungla”, a Calais, hanno organizzato un sit-in di protesta nel tentativo di interrompere i lavori di demolizione del campo, iniziati il 29 febbraio. La polizia antisommossa ha sparato gas lacrimogeni durante la notte. 


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