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Di Battista
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I giudici austriaci hanno deciso che Facebook dovrà rimuovere i contenuti che incitano all’odio

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La sentenza stabilisce che devono essere rimossi i post pubblicati sulla piattaforma in tutto il mondo e non solo in Austria

Facebook dovrà rimuovere i post ritenuti incitanti all’odio, secondo quanto deciso con una sentenza da una corte austriaca. 

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Il caso è stato portato avanti dal partito austriaco dei Verdi in seguito a degli episodi di insulti alla sua leader. La sentenza stabilisce che i post da rimuovere non riguardano solo l’Austria, ma tutti quelli compresi nella piattaforma a livello internazionale. 

In Europa, i legislatori stanno cercando di capire come costringere Facebook, Google, Twitter e altri attori di internet a rimuovere rapidamente i contenuti di incitamento all’odio o alla violenza.

Il governo tedesco ha approvato ad aprile una normativa che prevede multe per i social network fino a 50 milioni di euro, se sono colpevoli di non aver rimosso i post velocemente. Anche l’Unione europea sta prendendo in considerazione nuove regole valide per tutto il continente.

Venerdì 5 maggio la corte d’appello di Vienna aveva emesso una sentenza riguardante l’obbligo di rimuovere i post contro la leader dei Verdi Eva Glawischnig, aggiungendo che bloccarli in Austria senza eliminarli per gli utenti all’estero non era sufficiente.

Secondo la corte, rendere automatico questo processo dovrebbe essere semplice per Facebook. I giudici non si aspettano comunque che il social network vada a setacciare i contenuti per trovare post simili a quelli già identificati come incitamento all’odio.

I Verdi sperano che la sentenza possa essere rafforzata dalla corte suprema austriaca, in modo da poter chiedere a Facebook di rimuovere anche i post simili e di poter rendere identificabili i proprietari degli account falsi.

Il partito chiede inoltre a Facebook di pagare i danni, il che renderebbe più facile per le persone coinvolte in casi simili di intraprendere azioni legali nonostante il problema dei costi.

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