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New York: ucciso “Franky boy”, boss della famiglia Gambino

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Credit: AFP PHOTO

Frank Calì, 53 anni, è stato crivellato con sei colpi davanti alla sua casa nel distretto di Staten Island

L’italoamericano Frank Calì, noto boss famiglia Gambino, è stato ucciso in un agguato davanti alla sua casa a Staten Island, a New York. L’omicidio è avvenuto nella serata di mercoledì 13 marzo 2019 (intorno alle 2 di notte italiane).

Calì, 53 anni, noto anche come “Franky Boy”, è il primo capo-mafia a essere ucciso a New York dal 1985, quando il superboss John Gotti, ordinò l’omicidio del boss dei Gambino, Paul Castellano, alla Sparks Steakhouse di Manhattan.

L’uomo è stato raggiunto da alcuni colpi d’arma da fuoco davanti alla sua villa nel ricco quartiere di Todt Hill. Al momento dell’agguato la moglie e i figli si trovavano all’interno dell’abitazione.

I soccorsi sono stati allertati da una chiamata intorno alle 21.15 e sono subito giunti sul posto: Calì è stato trasportato all’ospedale Staten Island University North, dove è stato dichiarato morto.

La polizia ha spiegato che nessuno è stato arrestato e che sono in corso indagini per risalire a chi abbia sparato.

Secondo quanto riportano i media statunitensi, Frank Calì sarebbe stato crivellato con sei colpi al petto e investito da un furgone in corsa.

Il boss era considerato il tramite tra la Cosa Nostra siciliana e quella statunitense. La sua ascesa nella famiglia mafiosa dei Gambino ha subito un’accelerata quando gli altri boss della famiglia sono finiti in carcere, in particolare tra la fine degli anni Ottanta e l’inizio degli anni Novanta.

Nel febbraio 2008 era stato arrestato insieme ad altri 62 presunti affiliati con l’accusa di estorsione e associazione a delinquere. Condannato nel giugno di quell’anno, fu scarcerato nell’aprile 2009.

Dall’agosto 2015 era considerato il boss della famiglia Gambino, succeduto a Domenico Cefalù.

Calì si distingueva da John Gotti, storico capo della mafia Usa, in particolare per il modo di vestire meno appariscente. Gotti, arrestato nel 1992, è morto nel 2002.

>>>“La nostra Sicilia è terra di profumi, di odori, di amore. Non è terra di mafia”: il discorso commovente degli alunni di Canicattì

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