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Il gruppo separatista basco Eta ha chiesto scusa alle vittime della lotta armata

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In 40 anni di lotta armata l'Eta ha provocato oltre 800 vittime. Credit: AFP PHOTO / GARA HANDOUT

A pochi giorni dal suo scioglimento l'organizzazione ha inviato un comunicato ufficiale al quotidiano basco Gara: "Ci scusiamo con le vittime e con i loro famigliari"

Il gruppo separatista armato Eta ha chiesto scusa per le vittime causate dalle sue azioni di stampo terroristico. L’organizzazione ha inviato un comunicato ufficiale al quotidiano basco Gara a pochi giorni dal suo scioglimento, previsto per l’inizio di maggio 2018.

“Ci scusiamo con le vittime e con i loro famigliari”, si legge nel messaggio, datato 8 aprile. “Riconosciamo tutte le responsabilità”.

“Siamo consapevoli che in questo lungo periodo di lotta armata abbiamo causato molto dolore. Vogliamo mostrare rispetto per i morti, i feriti e le vittime delle azioni dell’Eta. Ci dispiace davvero”, scrive l’organizzazione Euskadi Ta Askatasuna, che in basco significa “Patria basca e libertà”.

I separatisti auspicano poi una “soluzione democratica” al conflitto.

Fondata nel 1959 come organizzazione culturale, l’Eta divenne nel corso degli anni uno dei gruppi terroristi più violenti e longevi d’Europa.

Dal 1968 al 2010 il gruppo ha causato più di 820 vittime, la metà dei quali civili. Inoltre ha portato avanti azioni di strada (kale borroka) consistenti in atti di vandalismo e proteste.

L’Eta ha deposto le armi nell’ottobre 2011 dopo 40 anni di lotta armata e ha annunciato la resa definitiva.

All’inizio di aprile 2018 il gruppo ha dato notizia del suo imminente scioglimento.

Di seguito la traduzione integrale del comunicato pubblicato sul quotidiano basco Gara:

L’Eta, l’organizzazione socialista rivoluzionaria basca per la liberazione nazionale, vuole riconoscere attraverso questa dichiarazione il danno che ha causato nel corso della sua attività armata, oltre a mostrare il suo impegno per il superamento definitivo delle conseguenze del conflitto e perché queste non si ripetano più.

In questi decenni la nostra gente ha sofferto molto: morti, feriti, torturati, rapiti o persone che sono state costrette a fuggire all’estero. Una sofferenza eccessiva. L’Eta riconosce la responsabilità diretta che ha avuto in quel dolore e desidera affermare che nulla di tutto ciò dovrebbe mai accadere o che non dovrebbe durare così tanto nel tempo, poiché da tempo questo conflitto politico e storico dovrebbe avere una soluzione democratica giusta. In effetti, la sofferenza ha prevalso prima della nascita dell’Eta e ha continuato a prevalere dopo che l’Eta ha abbandonato la lotta armata. Le generazioni dopo il bombardamento di Guernica hanno ereditato quella violenza e quel lamento, e tocca a noi far sì che le generazioni future scelgano un altro futuro.

Siamo consapevoli che in questo lungo periodo di lotta armata abbiamo causato molto dolore, inclusi molti danni che non hanno soluzione. Vogliamo mostrare rispetto per i morti, i feriti e le vittime che hanno causato le azioni dell’Eta, nella misura in cui questi sono stati colpiti dal conflitto. Ci dispiace davvero.

A seguito di errori o decisioni errate, l’Eta ha anche causato vittime che non hanno partecipato direttamente al conflitto, sia all’interno del Paese Basco sia al di fuori. Sappiamo che, costrette da necessità di ogni tipo nella lotta armata, le nostre azioni hanno danneggiato cittadini senza alcuna responsabilità. Abbiamo anche causato gravi danni da cui non si può tornare indietro. Ci scusiamo con queste persone e con i loro famigliari. Queste parole non risolveranno ciò che è successo, né mitigheranno così tanto dolore. Lo diciamo con rispetto, senza voler provocare altra sofferenza.

Comprendiamo che molti considerano la nostra azione inaccettabile e ingiusta, e rispettiamo questa concezione, dal momento che nessuno può essere costretto a dire ciò che non pensa o sente. Per molti altri, la nostra azione è stata totalmente ingiusta nonostante un uso travestito della legge, le azioni delle forze dello Stato e delle forze autonome che hanno agito insieme, e nemmeno questi cittadini meritano di essere umiliati. Altrimenti dovremmo concludere che c’è stato solo un danno che merita applausi. L’Eta, d’altra parte, ha un’altra posizione: vorremmo che niente di tutto ciò fosse accaduto e che la libertà e la pace si fossero nel Paese Basco molto tempo fa.

Nessuno può cambiare il passato, ma una delle cose più dannose che si potrebbero fare ora è cercare di sfigurarlo o nascondere alcuni episodi. Riconosciamo tutte le responsabilità e il danno causato. Pur non avendo lo stesso punto di vista o gli stessi sentimenti, dovremmo tutti riconoscere, con rispetto, la sofferenza patita dagli altri. Questo è ciò che Eta vuole esprimere.

Proprio per il futuro, la riconciliazione è uno dei compiti da perseguire nel Paese Basco: una cosa a cui si può giungere con onestà tra i cittadini. È un esercizio necessario per conoscere la verità in modo costruttivo, chiudere gli incidenti e costruire garanzie affinché questa sofferenza non si ripeta. Dare una soluzione democratica al conflitto politico può costruire la pace e raggiungere la libertà nel Paese Basco. Per spegnere finalmente le fiamme di Guernica.

Paese Basco, 8 aprile 2018

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