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Bielorussia, 3mila arresti e 200 feriti nelle proteste dopo la vittoria di Lukashenko. Ministero dell’Interno smentisce notizia decesso

"L'ultimo dittatore d'Europa" verso il sesto mandato alla guida del paese. Ma la rivale non accetta la sconfitta

Di Anna Ditta
Pubblicato il 10 Ago. 2020 alle 09:20 Aggiornato il 10 Ago. 2020 alle 12:52
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Immagine di copertina
Un manifestante davanti allo schieramento di polizia a Minsk, il 9 agosto 2020. Credit: EPA/TATYANA ZENKOVICH

Sono 3mila i manifestanti dell’opposizione arrestati in Bielorussia secondo le fonti ufficiali durante le proteste dopo le elezioni presidenziali che hanno visto di nuovo la vittoria di Aleksandr Lukashenko con l’80,23 per cento delle preferenze. Gli scontri tra i manifestanti, scesi in piazza per denunciare i brogli, e la polizia hanno causato oltre 200 feriti.

La rivale di Lukashenko, Svetlana Tikhanovskaya, ha ottenuto il 9,9 per cento dei voti ma non accetta i risultati e chiede alle autorità di trasferire il potere all’opposizione. “Ieri gli elettori hanno fatto la loro scelta ma le autorità non ci hanno ascoltato”, ha detto Tikhanovskaya in una conferenza stampa dopo che la polizia ha disperso folle di manifestanti durante la notte. “Le autorità devono pensare a come consegnarci pacificamente il potere”, ha detto. “Mi considero il vincitore di queste elezioni”, ha aggiunto.

La Polonia ha chiesto la convocazione di un vertice straordinario dell’Ue sulla situazione in Bielorussia. “Le autorità hanno usato la forza contro i loro cittadini che chiedevano un cambiamento nel Paese. Dobbiamo sostenere il popolo bielorusso nella sua richiesta di libertà”, ha affermato il primo ministro polacco, Mateusz Morawiecki, annunciando di aver chiesto la convocazione di un vertice al presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, e al presidente del Consiglio Ue Charles Michel.

“La violenza contro i manifestanti non è la risposta”, ha twittato Michel, in merito agli scontri in Bielorussia dopo la rielezione del presidente Aleksandr Lukashenko. “La libertà di parola, la libertà di riunione, i diritti umani fondamentali devono essere difesi”, ha aggiunto.

Scontri e arresti a Minsk

Dopo l’annuncio della schiacciante vittoria, nella serata di ieri a Minsk si sono tenute imponenti manifestazioni di protesta. Secondo l’Ong per i diritti umani Viasna, una persona è morta nella capitale durante gli scontri. Si tratterebbe di un uomo che è stato travolto da un mezzo della polizia e ha riportato una grave lesione cerebrale che ne ha causato la morte. Ma il ministero dell’Interno ha smentito. Per sedare la piazza, la polizia ha usato gas lacrimogeni, granate stordenti, e proiettili di gomma.

Poco prima della chiusura dei seggi, la polizia aveva rafforzato la sua presenza nella capitale bielorussa. L’opposizione ha denunciato il blocco di Internet per tutto il giorno delle votazioni, una strategia presumibilmente mirata a prevenire la mobilitazione popolare e un controllo parallelo del voto.

Lukashenko, aveva messo in guardia l’opposizione dal partecipare a proteste post-elettorali come quelle avvenute dopo le elezioni presidenziali del 2010 che hanno portato a disordini violenti. Tijanóvskaya ha esortato i bielorussi, “civili e in divisa”, a rinunciare alla violenza. “Siamo persone pacifiche. La nostra forza è nell’unità e nell’amore per il nostro Paese. Siamo la maggioranza e non abbiamo bisogno di sangue per le strade delle nostre città”, ha detto in un video discorso sabato.

Elezioni Bielorussia: Lukashenko verso il sesto mandato

Lukashenko, 65 anni e al potere dal 1994, è stato definito da diversi operatori internazionali “l’ultimo dittatore d’Europa” per le restrizioni alla libertà di stampa e di parola in Bielorussia. Negli anni, ha consolidato un enorme potere, che ha continuato ad esercitare in occasione di questo voto nonostante le tensioni con il suo principale alleato, la Russia, provocate dal disgelo con gli Stati Uniti.

Tikhanovskaya, ex insegnante di inglese, oggi casalinga, ha assunto la guida dell’opposizione a maggio dopo l’arresto di suo marito, Serghei Tikhanovsky, il blogger più popolare del Paese; ed è riuscita nelle ultime settimane a mobilitare centinaia di migliaia di persone in tutta la Bielorussia. “Il Paese non può appartenere a una sola persona”, ha detto sabato promettendo di convocare, in caso di vittoria, elezioni autenticamente democratiche entro sei mesi.

I risultati del voto di ieri in Bielorussia sono in contrasto con il malcontento popolare causato dalla gestione di Lukashenko durante la pandemia di Coronavirus, che nel paese ha fatto registrare quasi 70mila contagi e 587 morti. Una situazione a cui si aggiunge la stagnazione economica, con una contrazione del 4 per cento – il calo più grande degli ultimi 25 anni – prevista dalla Banca Mondiale.

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