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Danimarca, il gelato “Eskimo” cambia nome: “È razzista nei confronti degli eschimesi e di tutte le popolazioni artiche e della Groenlandia”

Di Niccolò Di Francesco
Pubblicato il 17 Lug. 2020 alle 16:14 Aggiornato il 17 Lug. 2020 alle 16:33
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Danimarca, il gelato “Eskimo” cambia nome: “È razzista”

Chiamare un gelato “Eskimo” è razzista nei confronti degli eschimesi: per questo motivo un’azienda produttrice di gelati danese, la Hansens, ha deciso di cambiare nome a uno dei suoi prodotti. A renderlo noto è stata la stessa società attraverso un comunicato pubblicato sulla sua pagina Facebook: “Dopo molte riflessioni abbiamo deciso di dare al nostro gelato un nome più appropriato in uno momento in cui dibattiti pubblici sui trattamenti sprezzanti e le disuguaglianze sono in aumento per quanto riguarda le minoranze e le popolazioni indigene”. L’azienda ha anche spiegato di non voler inizialmente rinunciare al nome del gelato “ma dopo il dialogo e le indagini, ci è diventato chiaro che le persone credono che il nome Eskimo ricordi loro un passato di umiliazione e trattamento ingiusto a cui non avevamo mai pensato prima” si legge ancora nel post in cui si sottolinea che d’ora in poi il gelato si chiamerà “O ‘ Payo”.

Prima di questa decisione, molti politici e persone della società civile avevano protestato facendo notare che la parola “Eskimo” significa “mangiatore di carne cruda” e non ha nulla a che vedere con la lingua Inuit. “Eskimo ha un significato dispregiativo per molti groenlandesi. Quindi trovo naturale avere questo segno di rispetto per noi” ha dichiarato Aaja Chemnitz Larsen, uno dei dei due deputati che rappresentano la Groenlandia nel parlamento danese. Dopo l’acceso dibattito che questa decisione ha provocato, tra chi ha accolto il cambio di nome con favore e chi no, la Hansen è tornata sull’argomento con nuovo post sui social. “Il cambiamento di nome del nostro gelato ha dato origine a un vivace dibattito. Siamo davvero sorpresi di quante emozioni può provocare il nostro gelato. Vogliamo solo svegliare i sentimenti e raccontare storie con il nostro gelato. Ma ovviamente devono essere positivi. E questa è l’essenza per noi: facciamo il gelato e il gelato deve rendere felici le persone. Ecco perché alla fine è stata una decisione facile cambiare il nome del ghiaccio eschimese, quando abbiamo capito che potrebbe sembrare offensivo. Si tratta di non voler formare una foto stereotipata di un popolo, se ci ricorda un triste passato di degrado e trattamento ingiusto”.

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