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    Coronavirus, uno studio francese su campioni di acqua e molluschi rivela che il virus non sopravvive in mare

    Di Niccolò Di Francesco
    Pubblicato il 21 Mag. 2020 alle 19:13

    Coronavirus, uno studio francese rivela: “Il virus non sopravvive nel mare”

    “Il Coronavirus non sopravvive nel mare”: la conferma arriva da uno studio francese realizzato nelle acque litoranee e negli allevamenti di ostriche e molluschi. Dopo il rilevamento di tracce di Covid-19 nelle acque reflue di Parigi e anche di altre città, come ad esempio Roma e Milano, l’Institut Français de Recherche pour l’Exploitation de la Mer ha deciso di condurre uno studio per verificare se il virus fosse presente anche nell’acqua di mare o nei molluschi che vengono allevati lungo la costa francese. I risultati delle prime analisi molecolari condotte in un laboratorio di Nantes “Salute, ambiente e microbiologia” (LSEM) del centro atlantico di Ifremer, però, hanno escluso la presenza del Coronavirus.

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    Guidato da Soizick Le Guyader, virologo e capo del laboratorio di Nantes, il team ha perfezionato il protocollo di ricerca Sars-Cov-2 per garantire l’affidabilità delle analisi. Questo protocollo è simile a quello utilizzato per lo screening umano: rileva il genoma del virus nei campioni analizzati. I siti di campionamento sono stati selezionati in base alla loro esposizione a fonti di contaminazione fecale di origine umana: 3 siti sulla costa della Normandia, 8 sulla costa bretone, 8 sulla costa atlantica e 3 sulla costa mediterranea. Tra il 22 e il 27 aprile 2020, inoltre, sono stati prelevati due campioni di cozze e 19 campioni di ostriche. 6 hanno mostrato tracce di norovirus, che indicano la contaminazione da rifiuti umani, nessun campione di molluschi, però, ha mostrato tracce di Covid-19.

    Tra i campioni prelevati, inoltre, anche un litro di acqua marina potenzialmente soggetta a scarichi umani in aree identificate grazie alla rete di osservatori per la ricerca in microbiologia ambientale integrata. Nessun campione di acqua di mare ha mostrato tracce di Coronavirus. “L’assenza di tracce di SARS-CoV-2 rivelate dal nostro studio è una buona notizia – ha spiegato Soizick Le Guyader – provare la reale assenza del virus è un lavoro difficile. Abbiamo quindi deciso di continuare i nostri campioni e analisi sugli stessi siti ogni due settimane per altri mesi, al fine di monitorare i possibili effetti di una potenziale circolazione del virus nella popolazione nel contesto del graduale revoca delle misure di contenimento”.

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