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Dopo 11 anni, una consulente di Shell si dimette e accusa l’azienda: “Ha causato danni estremi all’ambiente”

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Della storia di Caroline Bennett in Italia non ne ha parlato quasi nessun media. Eppure le dimissioni di questa donna hanno fatto scalpore in molti altri Paesi.

Dopo 11 anni di lavoro, Bennett, consulente per Shell, ha rassegnato le sue dimissioni. Ad annunciarlo è stata lei stessa tramite i social, dove ha pubblicato il lungo testo dell’email inviata ai dirigenti della società petrolifera e a 1400 dipendenti. Ma la notizia non sta tanto nelle dimissioni quanto nelle sue motivazioni: “Shell non tiene conto dei rischi dei cambiamenti climatici”, ha spiegato la donna. “Vado via finché c’è ancora tempo”.

In un video, pubblicato su LinkedIn, racconta di essersi licenziata a causa del “doppio discorso sul clima” della Shell, che tra l’altro – dice – è pienamente consapevole che i suoi continui progetti di estrazione ed espansione di petrolio e gas stanno causando danni estremi al clima, all’ambiente, alla natura e alle persone.

Dennett ha accusato la compagnia petrolifera di “operare oltre i limiti di sopportazione del nostro Pianeta” e di “non anteporre la sicurezza ambientale alla produzione” di combustibili fossili. E ha aggiunto: “Shell ha dichiarato che la sua ambizione è quella di non nuocere all’ambiente”. Ma secondo l’esperienza di Dennett le cose non stanno cosi: “L’azienda sa che l’estrazione continua di petrolio e di gas provoca danni estremi al nostro clima, al nostro ambiente e alle persone. E qualunque cosa dicano, nella realtà Shell non sta riducendo l’estrazione di combustibili fossili” ma, anzi, “sta pianificando di aumentarla”. Dennett ha dichiarato al Guardian di non sopportare questo conflitto interiore e di essere pronta “ad affrontare le conseguenze”.

“Non abbiamo dubbi, siamo determinati a realizzare la nostra strategia globale per essere un’azienda a emissioni zero entro il 2050 e migliaia di persone stanno lavorando duramente per raggiungere questo obiettivo. Abbiamo fissato target a breve, medio e lungo termine e abbiamo tutte le intenzioni di raggiungerli”, ha replicato un portavoce di Shell sul Guardian.

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