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Chi ha vinto gli Oscar 2017

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Si è svolta al Dolby Theatre di Los Angeles l'89esima edizione degli Academy Awards. Ecco com'è andata la serata

Nella notte fra il 26 e il 27 febbraio il Dolby Theater di Los Angeles ha ospitato l’89esima edizione della notte degli Academy Awards, meglio noti come Oscar.

Nonostante le 14 nomination per La La Land, che potevano far pensare a una vittoria schiacciante del musical di Damien Chazelle, la serata non ha visto un unico grande vincitore, ma una distribuzione piuttosto equa delle statuette ai principali film candidati.

Il momento più scioccante della serata è arrivato proprio all’ultimo minuto, quando, dopo che l’attore Warren Beatty aveva annunciato come vincitore del premio per il miglior film La La Land e che i suoi autori erano saliti sul palco, gli organizzatori hanno fermato la premiazione per annunciare che c’era stato un errore, e che il vero vincitore era Moonlight.

— QUI IL VIDEO DELL’ERRORE DI WARREN BEATTY

Non era mai successo qualcosa del genere nella storia degli Oscar. Beatty si è giustificato dicendo che, aprendo la busta, ha letto “Emma Stone, La La Land“. Nelle prossime ore probabilmente arriveranno dei chiarimenti sull’accaduto da parte dell’Academy,

– QUI LA LISTA COMPLETA DEI VINCITORI PREMIO PER PREMIO

La La Land si è assicurato in ogni caso sei Oscar tra i più importanti, ma non quello per il miglior film, che ha quindi visto trionfare il dramma d’autore Moonlight su altri concorrenti temibili quali Il diritto di contare e Barriere.

Il 2017 ha visto la conduzione brillante del conduttore televisivo Jimmy Kimmel, che non ha risparmiato battute al presidente Trump, per esempio esprimendo scherzosamente solidarietà “per quello che è successo in Svezia la settimana scorsa”, oppure twittando in diretta all’account del presidente la domanda “Sei ancora sveglio?”, vista l’assenza fino a quel momento di commenti negativi.

Il suo monologo ha dato il via alla serata all’insegna della comicità e dell’ironia nei confronti delle star presenti, tutte piuttosto bendisposte a farsi prendere bonariamente in giro dal conduttore.

Poi, il via alle premiazioni vere e proprie, che hanno visto tra i primi vincitori anche un po’ d’Italia al momento dell’Oscar per il miglior trucco, andato a Alessandro Bertolazzi, Giorgio Gregorini e Christopher Nelson per Suicide Squad.

I primi due, come si evince dai nomi, sono professionisti italiani, e Bertolazzi ha approfittato dell’occasione per dire al microfono: “Sono un immigrato, lavoro in giro per il mondo, e questo è per tutti gli immigrati!”.

Delusione invece per Fuocoammare di Gianfranco Rosi, su cui erano puntate le speranze italiane nella categoria miglior documentario: il film dedicato alla crisi dei migranti è stato infatti battuto dal concorrente statunitense O.J.: Made in America, un film di circa otto ore sul caso dell’ex giocatore di football americano che negli anni Novanta fu protagonista di un processo mediatico seguitissimo.

L’impegno è stato però premiato nell’ambito del premio per il miglior cortometraggio documentario, che ha visto trionfare The White Helmets di Orlando von Einsiedel e Joanna Natasegara, dedicato ai caschi bianchi operanti in Siria.

La prima standing ovation del Dolby Theatre è stata invece quella per Maershala Ali, vincitore come attore non protagonista in Moonlight, una performance lodatissima dalla critica.

Il premio per la miglior attrice non protagonista è andato come molti prevedevano a Viola Davis, per Barriere, che ha ringraziato con un lungo discorso a proposito della possibilità degl attoridi riesumare le vite del passato e ridare loro vita.

A Emma Stone per La La Land invece il premio come miglior attrice protagonista, che ha battuto concorrenti del calibro di Meryl Streep, Natalie Portman (per il suo ritratto di Jackie Kennedy) e la diva francese Isabelle Huppert.

Stone, 28 anni, è apparsa raggiante per l’agognata vittoria, e ha approfittato dell’occasione tanto attesa (salutata con una standing ovation da parte del pubblico) per ringraziare il coprotagonista Ryan Gosling.

Il miglior attore, in una categoria che vedeva una forte concorrenza, ha visto invece la vittoria di Casey Affleck, tormentato protagonista del dramma Manchester by the Sea, che ha battuto una leggenda come Denzel Washington (apparentemente poco felice della sconfitta) e il coprotagonista di La La Land Ryan Gosling, che a differenza del Golden Globe è tornato a mani vuote.

Un momento salutato da un grande applauso del pubblico è stato anche quello della vittoria come miglior film straniero da parte de Il cliente di Ashgar Farhadi, che come aveva già annunciato tempo fa ha scelto di non partecipare per protesta contro il “Muslim Ban” di Donald Trump, e che ha fatto leggere un messaggio contro l’ostilità tra nazioni. 

I premi tecnici hanno visto una buona distribuzione tra vari film, con un buon risultato, anche se non eccellente, per La La Land, che si è aggiudicata le statuette per la miglior canzone (“City of Stars”), miglior colonna sonora, miglior fotografia e miglior scenografia.

Verso la fine della cerimonia sono stati annunciati i due premi più importanti: quello per la miglior regia e quello per il miglior film.

Il primo ha visto il successo di La La Land, con Damien Chazelle, regista consacrato con l’Oscar al suo secondo film e a soli 32 anni, che è diventato così il più giovane vincitore di questo premio.

Infine, al momento dell’annuncio del premio come miglior film dell’anno sono stati chiamati sul palco Warren Beatty e Faye Dunaway, protagonisti di Bonnye & Clyde. Il primo ha quindi aperto la busta e esclamato “La La Land!”: tutti i suoi autori e attori sono saliti sul palco e hanno iniziato a ringraziare, finché poco dopo la notizia choc: l’attore non aveva letto il nome giusto, che era invece Moonlight di Barry Jenkins.

Sotto gli sguardi sbalorditi dei presenti e degli spettatori di tutto il mondo, che pensavano inizialmente a una battuta, è quindi salito sul palco il cast di Moonlight per i ringraziamenti, questa volta giustificati.

— Qui la lista completa di tutti i vincitori della serata

— QUI IL VIDEO DELL’ERRORE DI WARREN BEATTY

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