Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 21:00
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Di Battista
Immagine autore
Guida Bardi
Home » Esteri

Che cosa sta facendo Erdogan in Turchia

Immagine di copertina

Il premier ha fatto arrestare due sindaci del capoluogo curdo Diyarbakir. Ha detto che il PKK dev'essere estirpato e che la pena di morte non è da escludere

Dopo la sospensione di ben tredicimila poliziotti decisa il 4 ottobre scorso – come atto di forza da parte delle autorità turche, in risposta al fallito golpe del 15 luglio scorso – il presidente Recep Tayyip Erdogan ha annunciato l’avvenuto rinnovamento in seno al dipartimento di polizia.

In 61 province del paese si sono insediati i nuovi capi di polizia, dopo l’iter di epurazione messo in atto dal governo turco nei giorni successivi al fallito colpo di stato. 

Rinnovando i vertici delle forze di polizia, il premier turco intende intensificare la lotta contro il partito dei lavoratori del Kurdistan (Pkk), considerato fuorilegge.

L’annuncio del nuovo piano d’insediamento è arrivato oggi, venerdì 27 ottobre, da parte dello stesso Erdogan in occasione di un incontro con i veterani e i parenti delle vittime rimaste coinvolte nei disordini scoppiati il 15 luglio scorso.

LEGGI ANCHE: Chi è Erdogan

La nuova assegnazione è avvenuta giovedì 26 ottobre ed è stata realizzata attraverso gli uffici di stanza a Istanbul. Nella lista sono comparsi nomi che hanno attirato immediatamente l’attenzione. Uno fra tutti il capo del dipartimento di polizia e dell’intelligence turca, Engin Dinç, noto per i suoi presunti legami con l’assassinio avvenuto nel 2007 del giornalista di origine armena Hrant Dink.

Un anno fa, Engin Dinç e altri due ex capi della polizia, Reşat Altay e Ahmet İlhan Güler, erano stati accusati da un pubblico ministero di complicità nell’assassinio di Dink. 

Intanto Erdogan ha immediatamente respinto le critiche di coloro che lo accusano di aver messo in atto una vera e propria repressione, all’indomani del colpo di stato fallito, e di aver agito in maniera indiscriminata contribuendo a causare ulteriori ingiustizie. 

Il presidente ha poi chiamato in causa ancora una volta il suo nemico numero uno, Fethullah Gülen, il religioso in auto esilio negli Stati Uniti accusato di essere l’ispiratore e la mente del tentativo di colpo di stato del luglio scorso. 

“Il nostro dovere è quello di adottare le misure necessarie perché tutti coloro coinvolti in atti di destabilizzazione possano poi redimersi di fronte alla legge, anche se si tratta del nostro parente più prossimo, perché abbiamo una responsabilità verso i nostri martiri e veterani”, ha aggiunto Erdogan. 

Il premier turco ha poi fatto appello ancora una volta alla pena di morte che, a suo dire, il popolo giustamente invoca. 

La pena capitale non è prevista nella costituzione turca, ma come lo stesso primo ministro turco Binali Yldirim aveva preannunciato all’indomani del tentato colpo di stato, il governo non ha escluso l’ipotesi di poter introdurre delle modifiche per far sì che un evento di quella portata non potesse nuovamente prendere corpo. 

“I miei concittadini hanno il diritto di invocare la pena di morte. La sovranità, inoltre, spetta incondizionatamente alla nazione. Il nostro è un paese governato dalla democrazia, non esistono regole che esulino dalla decisione del popolo”, ha aggiunto Erdogan. 

Le parole del presidente turco arrivano due giorni dopo l’arresto della sindaca di una città a maggioranza curda, Diyarbakir, nel sudest della Turchia, avvenuto martedì 25 ottobre.

Gli arresti sono stati effettuati nell’ambito di un’indagine anti-terrorismo, secondo quanto riferito da un’agenzia di stampa governativa. 

A finire in carcere Gultan Kisanak e il suo braccio destro, Firat Anli, con l’accusa di aver finanziato con i soldi del comune un’organizzazione terroristica. Le due sindache gestiscono congiuntamente la più grande città nel sudest del paese. 

Gultan Kisanak era stata eletta nel 2014 ed era la prima sindaca donna nominata nella città di Diyarbakir. La donna è stata accusata di essere un membro del gruppo separatista curdo del PKK, che chiede l’autonomia nel sudest della Turchia.

La polizia ha fermato Kisanak al suo arrivo all’aeroporto di Diyarbakir.

Qualche ora prima del suo arresto, la sindaca aveva esortato una commissione parlamentare ad Ankara a indagare sugli episodi che avevano portato al fallimento delle trattative di pace tra il governo turco e i curdi.

Ti potrebbe interessare
Esteri / Iran, coppia di blogger balla in piazza della Libertà: condannati a 10 anni di carcere
Esteri / Xi Jinping visiterà la Russia in primavera: l’annuncio di Mosca
Esteri / A scuola di Nazismo in Ohio: così una coppia voleva insegnare agli studenti che Hitler era buono
Ti potrebbe interessare
Esteri / Iran, coppia di blogger balla in piazza della Libertà: condannati a 10 anni di carcere
Esteri / Xi Jinping visiterà la Russia in primavera: l’annuncio di Mosca
Esteri / A scuola di Nazismo in Ohio: così una coppia voleva insegnare agli studenti che Hitler era buono
Esteri / Donna italiana si denuda a bordo di un aereo: “Voleva passare in prima classe”. Arrestata
Esteri / Regno Unito, dogsitter sbranata da otto cani: “Ne aveva troppi, ha perso il controllo”
Esteri / Russia, le rivelazioni dell’ex collaboratore di Putin: “Possibile un golpe entro un anno, il presidente è molto odiato”
Esteri / Guerra in Ucraina, Macron non esclude l’invio di caccia a Kiev
Esteri / Bruxelles, attacco col coltello in metro: almeno tre feriti. Fermato l’aggressore
Esteri / Si licenzia e cambia vita: lavora solo 30 minuti e guadagna 40mila dollari al mese. Ecco come
Esteri / La Cina accusa gli Stati Uniti per la guerra in Ucraina: “Hanno innescato la crisi e ora la stanno alimentando”