Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 19:58
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Guida Bardi
Home » Esteri

Ecco come i soldi degli abbonamenti a ChatGPT stanno finanziando le pratiche autoritarie di Trump

Immagine di copertina
Credit: AGF

Le motivazioni che si nascondono dietro la campagna #QuitGpt

In un articolo pubblicato sul The Guardian, lo storico e scrittore olandese Rutger Bregman ha spiegato perché bisognerebbe boicottare ChatGPT, il modello di intelligenza artificiale conversazionale sviluppato da OpenAI. Secondo Bregman bastano 10 secondi per accelerare il declino del chatbot e mandare “un segnale forte alla Silicon Valley”. Un’iniziativa alla quale hanno aderito celebrità del calibro di Mark Ruffalo e Katy Perry e che è già stata sostenuta da un milione di persone. Il motivo del boicottaggio è molto semplice: Greg Brockman, presidente di OpenAI, ha donato 25 milioni di dollari a Maga Inc, il principale Super PAC di Donald Trump. Questo lo ha reso “il più grande donatore di Trump nell’ultimo ciclo elettorale”. Secondo quanto dichiarato da Brockman, le donazioni servivano alla missione della sua azienda di “beneficiare l’umanità”. Eppure, come è noto, ChatGPT è stata utilizzata dall’Ice come strumento di selezione del personale. “In altre parole – scrive lo storico – l’azienda 
dietro il vostro chatbot amichevole sta aiutando il governo a decidere 
chi assumere per le operazioni di deportazione”.

OpenAI, inoltre, ha lanciato un’iniziativa di lobbying da 125 milioni di dollari per assicurarsi che nessuno Stato americano possa regolamentare l’intelligenza artificiale. In poche parole, l’azienda attacca i politici che cercano di approvare leggi sulla sicurezza pretendendo che sia Trump, e solo Trump, a scrivere “le regole per la tecnologia più potente sulla Terra”. Bregman scrive che “ogni mese, i soldi degli abbonamenti degli utenti di tutto il mondo confluiscono in un’azienda che si sta integrando nelle infrastrutture repressive dell’amministrazione Trump”. La settimana scorsa è accaduto forse l’episodio più rilevante, ovvero quando l’amministrazione Trump ha chiesto alle aziende di IA di concedere al Pentagono accesso illimitato alle loro tecnologie. Anthropic, società rivale di OpenAI, ha però rifiutato. Il risultato? Trump ha ordinato
a tutte le agenzie federali di smettere di usare la tecnologia di Anthropic. OpenAI, invece, ha fatto l’esatto contrario: mentre il suo concorrente prendeva una posizione di principio, Sam Altman, co-fondatore e Ceo dell’azienda, ha firmato un accordo con il Pentagono per prendere il posto di Anthropic.

Ecco perché sta spopolando la campagna #QuitGpt (abbandona chatGPT). Un’iniziativa 
di boicottaggio che, secondo Rutger Bregman, può andare a buon fine per una serie di fattori che rendono vulnerabile l’azienda. OpenAI, infatti, sta bruciando denaro a un ritmo enorme, la sua quota di mercato è scesa dal 69% al 45% in un anno e gli investitori osservano attentamente il numero di abbonati. “A differenza di campagne come #DeleteFacebook o i boicottaggi contro Amazon — spesso falliti perché troppo difficili — smettere di usare ChatGPT è semplice. Bastano pochi secondi, e ci sono molte alternative” spiega lo storico, secondo cui “i piccoli gesti, ripetuti da molte persone, possono diventare un terremoto politico”.

Ti potrebbe interessare
Esteri / Alcuni tra gli esperti nel settore dell’I.A. stanno scappando. E dicono che il mondo è in pericolo
Esteri / Giudici e pubblici ministeri: due mondi separati (quasi) ovunque in Europa
Esteri / L’assedio del Petrolio e il grande gioco dietro la guerra degli Usa e di Israele all’Iran
Ti potrebbe interessare
Esteri / Alcuni tra gli esperti nel settore dell’I.A. stanno scappando. E dicono che il mondo è in pericolo
Esteri / Giudici e pubblici ministeri: due mondi separati (quasi) ovunque in Europa
Esteri / L’assedio del Petrolio e il grande gioco dietro la guerra degli Usa e di Israele all’Iran
Esteri / Dazi amari (parte II): che fine hanno fatto le tariffe doganali imposte negli Usa da Donald Trump
Esteri / Dove può arrivare la guerra in Medio Oriente?
Esteri / Nuovo video social della Casa Bianca: la guerra all’Iran diventa un trailer coi film di Hollywood
Esteri / Continuano i raid Usa e dell’Idf: oltre 1.300 vittime in Iran, più di 200 in Libano. Attacchi da Teheran su Arabia Saudita, Kuwait ed Emirati. Razzi di Hezbollah su Israele. Il presidente iraniano Pezeshkian: “Avviate iniziative di mediazione". Trump chiede "resa incondizionata" e apre a leadership religiosa, anche se non democratica. "Coordinamento militare e diplomatico” tra Italia, Gb, Germania e Francia
Ambiente / È uscito il nuovo numero di The Post Internazionale. Da oggi potete acquistare la copia digitale
Esteri / Chi è James Talarico e perché può dare una spallata decisiva al presidente Trump
Esteri / 24 febbraio 2022 – 28 febbraio 2026: i 4 anni che hanno sconvolto il mondo (di Giulio Gambino)