Nuovo video social della Casa Bianca: la guerra all’Iran diventa un trailer coi film di Hollywood
Dopo Macarena, Spongebob, Call of Duty, tocca al cinema. La Casa Bianca sta raccontando sui social la guerra all'Iran come se si trattasse di uno spettacolo. Ma anche l'Idf è sulla stessa lunghezza d'onda
La Casa Bianca sta raccontando sui social la guerra all’Iran come se si trattasse di un divertente spettacolo da seguire mangiando popcorn o ballando. Dopo il video propagandistico sull’operazione “Epic Fury” montato sulle note leggere della “Macarena” e dopo altre clip di guerra con citazioni di cartoni animati e videogiochi, la White House ha condiviso nelle scorse ore un nuovo video che, come fosse un trailer cinematografica, mescola immagini reali dei bombardamenti di questi giorni contro l’Iran con scene iconiche di alcuni dei più famosi film di Hollywood.
JUSTICE THE AMERICAN WAY. 🇺🇸🔥 pic.twitter.com/0502N6a3rL
— The White House (@WhiteHouse) March 6, 2026
Nella clip compaiono, tra gli altri, piccoli frammenti tratti da pellicole che esaltano l’uso della forza e l’eroismo di guerra, come “Il Gladiatore”, “Braveheart”, “Top Gun”, “Superman”. A un certo punto si vede anche il protagonista della serie tv “Breaking Bad”, Walter White, che dice “I am the danger” (“Sono io il pericolo”) seguito dal volto del (reale) segretario alla Difesa Pete Hegseth. Il video si chiude con Yugi Muto, personaggio del celebre anime giapponese “Yu-Gi-Oh!” che durante un duello esclama con tono minaccioso: “Prendi questo!”. Il post è intitolato “Justice the American way”, ovvero “Giustizia all’americana”.
Nei giorni scorsi aveva fatto molto discutere un filmato pubblicato dalla Casa Bianca che mostrava alcuni aerei da combattimento degli Usa in decollo o in volo e immagini di bombardamenti su obiettivi iraniani accompagnate dalla musica di “Macarena”, celebre hit estiva spagnola degli anni Novanta.
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In un’altra clip sul conflitto in Medio Oriente condivisa sui canali social della White House si vede il popolare personaggio dei cartoni animati Spongebob che dice “Vogliono vedermi farlo di nuovo”, preceduto e seguito dalle immagini reali di due missili che esplodono. “Non si fermerà finché non saranno raggiunti gli obiettivi. Implacabile. Senza scuse”, si legge nel messaggio che accompagna il post.
Will not stop until the objectives are met.
Unrelenting. Unapologetic. 🔁 pic.twitter.com/iM9fqjn1zc
— The White House (@WhiteHouse) March 5, 2026
E ancora, la Casa Bianca ha pubblicato un video che mostra diverse scene di obiettivi iraniani fatti saltare in aria con la grafica e alcune animazioni del videogame di guerra “Call fo Duty”. Nel post si legge “Per gentile concessione di Red, White & Blue”, un riferimento ad un pacchetto che si può acquistare nel gioco per equipaggiare il proprio personaggio di armi che lanciano proiettili con diverse scie di colore.
Courtesy of the Red, White & Blue. pic.twitter.com/kTO0DZ56IJ
— The White House (@WhiteHouse) March 4, 2026
Peraltro, non è solo la Casa Bianca a seguire questo modello narrativo. Anche sui canali social delle forze armate di Israele (Idf) nell’ultima settimana sono stati pubblicati diversi post che trattano con leggerezza, al limite dell’ironia, le azioni di guerra contro l’Iran. Un video mostra dei caccia da combattimento che volano mentre in sottofondo suona “Fortunate Son” dei Creedence Clearwater Revival: “Sulla strada per fare la storia”, si legge nel post.
In un’altra clip si vede l’abbattimento di un jet da combattimento iraniano Yak-130 da parte di un jet israeliano F-35 sulle note della colonna sonora di “Guerre Stellari”. Ma il post forse più sconvolgente è quello che mostra alcune immagini di bombardamenti contro l’Iran e i volti dei principali leader iraniani uccisi mentre suona la canzone dance “Danza kuduro”.
Our jets never go on holiday ✈️ pic.twitter.com/dct5XVTggh
— Israel Defense Forces (@IDF) March 4, 2026
Non possiamo sapere se sia la Casa Bianca a trarre ispirazione dall’Idf o viceversa. Sappiamo però che pochi mesi fa il premier israeliano Benjamin Netanyahu, dopo aver fatto uccidere oltre 60mila palestinesi nella Striscia di Gaza, candidò ufficialmente il presidente Usa Donald Trump al Premio Nobel per la Pace. Qualcosa deve essere andato storto.