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Home » Esteri

Aung San Suu Kyi in visita ufficiale in Cina

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L’obiettivo è rafforzare i rapporti commerciali ed economici tra Pechino e il Myanmar e chiedere aiuto al potente vicino nelle trattative di pace con le minoranze etniche

Il ministro degli Esteri del Myanmar, Aung San Suu Kyi,mercoledì 17 agosto è arrivata in Cina per una visita ufficiale di quattro giorni che rappresenta un test importante per il nuovo governo birmano.

Al centro delle discussioni, infatti, c’è il progetto di una diga, finanziato dai cinesi ma osteggiato dagli abitanti del Myanmar che hanno spinto il governo a interrompere i lavori.

La precedente giunta militare che ha governato il Myanmar e ha tenuto la leader dell’opposizione e premio nobel per la pace San Suu Ky agli arresti domiciliari per 15 anni era un ferreo alleato della Cina.

Pechino, da quando nell’aprile del 2016 è stato costituito il nuovo governo in cui è entrata a far parte l’ex leader dell’opposizione, ha lanciato un’offensiva diplomatica per rafforzare i legami commerciali con il vicino meridionale, ricco di risorse naturali.

La cooperazione cinese è importante per il governo del Myanmar, soprattutto nelle trattative di pace con i gruppi ribelli armati della minoranza etnica cinese.

Il partito di Suu Kyi spera di ottenere il sostegno della Cina per una conferenza di pace con le minoranze etniche presenti in Myanmar in programma il prossimo 31 agosto.

Nei quattro giorni, però, si discuterà soprattutto di rapporti commerciali ed economici, tra cui – molto importante – l’accordo sulla costruzione della diga.

L’ex presidente del Myanmar Thein Sein rischiò la rottura diplomatica con Pechino quando nel 2011 bloccò i lavori a una diga per una centrale idroelettrica a causa delle pressioni dei gruppi ambientalisti. Tra i favorevoli all’interruzione dei lavori c’era anche l’attuale ministro degli Esteri San Suu Kyi.

La Cina, che otterrebbe il 90 per cento dell’energia idroelettrica prodotta una volta terminati i lavori ha ribadito che farà pressioni sul governo per riprendere i lavori perché il contratto è ancora valido.

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