Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 22:09
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Di Battista
Immagine autore
Guida Bardi
Home » Esteri

Alla ricerca del petrolio somalo

Immagine di copertina

La Norvegia ha creato un fondo per lo sviluppo della Somalia. Dietro al quale potrebbero nascondersi ulteriori interessi

Il governo norvegese ha istituito un fondo per lo sviluppo della Somalia di 30 milioni di dollari (22 milioni di euro circa), che gestirà autonomamente il governo somalo. Eppure, dietro la causa umanitaria potrebbero celarsi anche interessi commerciali.

Da aprile 2013 la compagnia petrolifera norvegese DNO ha acquistato in Somaliland diritti esclusivi di esplorazione su una zona di 1200 km2 — SL 18, così viene chiamata. Qualche domanda sorge dunque spontanea.

Secondo quanto riportato da Reuters – grazie a informazioni fornite da esperti Onu – queste compagnie stanno cercando di accaparrarsi le autorizzazioni del governo somalo per esplorare il territorio alla ricerca di giacimenti petroliferi e di gas in aree contese del Paese. La disputa su chi abbia l’autorità di rilasciare le licenze complica ulteriormente la situazione.

Un funzionario degli affari esteri riferisce che venerdì scorso, a porte chiuse, é stato presentato di fronte al Consiglio di Sicurezza Onu il rapporto annuale della Commissione sulle sanzioni – gruppo di monitoraggio su Somalia e Eritrea – non ancora reso pubblico vista l’opposizione della Russia, che ne ritiene infondate alcune sue conclusioni.

La bozza del documento ancora riservato rivela come in Somalia una legge sul petrolio non sia ancora stata approvata e la tensione tra i centri di potere sia in crescita: mentre il governo federale insiste per avere l’esclusiva sulle decisioni riguardanti le risorse naturali, gli stati regionali (Puntland e Somaliland) stanno rilasciando permessi esclusivi di esplorazione a compagnie straniere. Le controversie che necessariamente ne deriveranno, secondo il report, andranno a mettere a rischio il già precario equilibrio di potere tra regioni e governo centrale.

Compagnie straniere quali la norvegese DNO e Africa Oil Corp si troveranno infatti a lavorare in zone contese, saranno protette da gruppi armati regionali e, come ha dichiarato un esperto Onu del Gruppo di monitoraggio sulla Somalia a Louis Charbonneau, “è allarmante che forze di sicurezza regionale e gruppi armati potrebbero scontrarsi per proteggere gli interessi di compagnie petrolifere occidentali”.

Ipotesi avvalorata, secondo quanto riportato da esperti Onu, anche dalle pressioni che il governo norvegese sta facendo sulla Somalia affinché adotti una Zona Economica Esclusiva (EEZ) sulla costa. La Norvegia ha qui forti interessi commerciali, ostacolati da dispute interstatali tra Kenya e Somalia sul fondale marino.

Secondo quanto riportato in un report Onu dello scorso anno, il Kenya ha recentemente sospeso un contratto con una compagnia petrolifera norvegese, la Statoil, dopo il rifiuto di questa di continuare l’esplorazione del blocco marittimo L 26 senza la delimitazione della EEZ con la Somalia.

La combinazione delle presunte pressioni della Norvegia sul governo somalo per l’adozione della EEZ e dell’istituzione di un fondo per lo sviluppo di 30 milioni di dollari gestito dal governo federale della Somaliaincline alla corruzione – fa accendere qualche dubbio sulla natura del fondo: assistenza e strumenti di pressione commerciale?

 

Ti potrebbe interessare
Esteri / Proteste in Iran, la denuncia dei medici: “Le donne vengono colpite al volto, al seno e ai genitali”
Esteri / L’Europa si appresta a varare le regole sull’idrogeno verde: ecco perché le lobby sono già in agitazione
Esteri / Libera la cestista statunitense Brittney Griner: scambio di prigionieri con la Russia
Ti potrebbe interessare
Esteri / Proteste in Iran, la denuncia dei medici: “Le donne vengono colpite al volto, al seno e ai genitali”
Esteri / L’Europa si appresta a varare le regole sull’idrogeno verde: ecco perché le lobby sono già in agitazione
Esteri / Libera la cestista statunitense Brittney Griner: scambio di prigionieri con la Russia
Esteri / Iran, primo manifestante giustiziato dall'inizio delle proteste
Esteri / Putin rilancia l’allarme nucleare e ammette: “L’operazione in Ucraina potrebbe essere lunga”
Esteri / Caos in Perù: il Parlamento destituisce Castillo dopo il tentativo di sciogliere l’assemblea. Il presidente arrestato
Esteri / Guerra in Ucraina, Putin: “La Russia è pronta a difendersi con ogni mezzo”. Cresce la minaccia nucleare
Esteri / Il Time sceglie Zelensky come “persona dell’anno” per il 2022
Economia / La Francia vieta i voli brevi: via libera dell’Ue, ma solo se c’è il treno. In Italia a rischio tre tratte
Esteri / Commissione Ue: “Riconoscere i diritti dei genitori gay in tutti i Paesi membri”