Aiuti all’isola

Il parlamento cipriota approva le misure richieste dai creditori internazionali per ottenere gli aiuti europei

Di Laura Lisanti
Pubblicato il 6 Set. 2013 alle 10:43 Aggiornato il 10 Set. 2019 alle 16:57
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Immagine di copertina

Cipro, il sesto Paese europeo a chiedere aiuti all’Europa dopo il collasso economico della Grecia, aveva già ricevuto 3 miliardi di euro a Marzo.

Ma per sbloccare la seconda tranche degli aiuti europei indispensabili per il Paese, il Parlamento ha approvato una legislazione che metterà in circolo 10 miliardi di euro.

Il pacchetto di salvataggio sosterrà le due banche più grandi del Paese, la Banca di Cipro e la Laika, ormai estinta. Le misure sono state sottoscritte dal gruppo internazionale di prestatori che riunisce la Commissione Europea, la Banca Centrale Europea e il Fondo Monetario Internazionale.

A una prima votazione, una ristretta minoranza del Parlamento cipriota aveva rifiutato il provvedimento, ma l’intervento del ministro delle Finanze Harris Georgiades ha permesso una rinegoziazione del voto con i leader dei maggiori partiti.

Intanto continuano le proteste dei ciprioti colpiti dalle misure di austerità. In particolare la popolazione ritiene ingiusti i termini dell’accordo di salvataggio appena varato, poiché questo prevede un prelievo fiscale annuo del 9,9 percento su tutti i conti che ammontano a più di 100 mila euro.

La prima parte degli aiuti erogati sarà di 1,5 miliardi di euro.

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