Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 13:31
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Guida Bardi
Home » Esteri

“I talebani ci danno la caccia per ucciderci”: storie di chi aveva scelto la democrazia in Afghanistan

Immagine di copertina
Rahel, attivista e giornalista afghana

“Lavoro in banca, vogliono ucciderci perché abbiamo applicato interessi, contrari alla legge islamica”, racconta a TPI Arash (nome di fantasia per proteggere la sua identità), due bambini, una moglie. “Lavoravo in una prigione, ora cercano tutti i dipendenti per vendicarsi dei talebani che avevamo imprigionato”, spiega Gul, che ha soli 22 anni.

Tra chi chiede un visto di emergenza ci sono storie di persone comuni, nate per caso nella parte più difficile del mondo, e persone famose, come Fawzia Koofi, ex speaker della Camera, leader del movimento politico progressista Movement for change of Afghanistan. Koofi e tutta la sua famiglia sono in pericolo e lo sono anche i suoi collaboratori: “Dopo vent’anni di collaborazione con americani, occidentali per i diritti civili, temiamo per la nostra vita”, raccontano al nostro giornale.

Ci sono le storie delle donne dell’Afghanistan, penalizzate dall’essere attiviste, e dall’essere donne. Fatima si è candidata alle elezioni politiche nel 2018, ha dedicato la vita al sostegno delle donne. Viveva nel Takhar, una provincia nel nord-est dell’Afghanistan, poi è stata costretta a scappare a Kabul.

“Spero di non aver fatto la scelta sbagliata”, dice a TPI. “Oggi devo scegliere tra vita e morte, sono l’unica persone che lavora in una famiglia di 8 persone. Per questo ho lasciato la mia città e ora devo lasciare il mio Paese, anche se va contro i miei ideali”.

E poi c’è Rahel, attivista e giornalista poco più che ventenne, che già avevamo intervistato nel 2020. Già allora aveva lanciato l’allarme: arriveranno i talebani, e il loro obiettivo è creare una dittatura islamista. Adesso il sogno di Rahel è di arrivare in Italia, dove la aspetta un Comune ligure che le ha messo a disposizione un alloggio.

Rahel è stata inserita nell’elenco dei cittadini afghani a rischio gestito dall’Unità di Crisi della Farnesina, l’ente che in queste ore si sta occupando della protezione di connazionali, collaboratori e di alcuni cittadini afghani politicamente esposti.

Nelle chat online gli attivisti si scambiano informazioni su come poter fuggire dal nuovo regime, in attesa che vengano definiti nuovi processi di trasferimento. Il passaporto afghano consente l’accesso senza visto in pochissimi Paesi (ad esempio Haiti e la Micronesia) e l’aeroporto di Kabul, pur essendo sorvegliato da migliaia di militari americani, è quasi inaccessibile.

Solo ieri, mercoledì 18 agosto 2021, un aereo olandese è ripartito da Kabul vuoto nel tentativo fallito di recuperare 35 persone, che non sono riuscite ad accedere all’aeroporto.

Spagna, Francia, Regno Unito, Stati Uniti e Canada sono stati i primi Paesi a sviluppare una procedura online per il trasferimento di cittadini afghani che avevano collaborato con governi occidentali. Il Canada ha aperto agli attivisti politici, la Francia si sta concentrando sui giornalisti, l’India ha aperto un iter per concedere visti gratuiti di sei mesi a chiunque desideri lasciare il Paese.

Il diritto di asilo è previsto dal diritto internazionale, ma non sempre è applicato nei fatti. Tra i fallimenti più lampanti nella storia dei riconoscimenti mancati o insufficienti durante crisi internazionali c’è solo l’imbarazzo della scelta: Yemen, Siria, Libia.

Non tutti i cittadini afghani potranno contare sul riconoscimento dei requisiti del diritto di asilo, specialmente se si andrà verso un governo di transizione che potrebbe essere riconosciuto dalle forze occidentali. I riflettori continuano a rimanere accessi su Kabul, mentre oltre 10.000 soldati delle forze occidentali (principalmente Stati Uniti e Regno Unito) continuano a presidiare la capitale.

Ti potrebbe interessare
Esteri / Ucraina, Iacomini (Portavoce Unicef Italia): “Distrutto deposito di aiuti umanitari Unicef, il terzo in due mesi”
Esteri / Houthi attaccano basi e impianti di petrolio in Arabia Saudita dallo Yemen: 73 feriti. Sale il prezzo del greggio
Esteri / Sciopero alla Tour Eiffel: “Lavoratrici escluse su richiesta di un movimento induista”
Ti potrebbe interessare
Esteri / Ucraina, Iacomini (Portavoce Unicef Italia): “Distrutto deposito di aiuti umanitari Unicef, il terzo in due mesi”
Esteri / Houthi attaccano basi e impianti di petrolio in Arabia Saudita dallo Yemen: 73 feriti. Sale il prezzo del greggio
Esteri / Sciopero alla Tour Eiffel: “Lavoratrici escluse su richiesta di un movimento induista”
Esteri / Il capo dell’intelligence militare ucraina: “La Russia ha risorse per altri due anni di guerra”
Esteri / “Hamas prepara qualcosa di orribile”: l’avvertimento degli Emirati a Netanyahu prima del 7 ottobre. Ma Tel Aviv nega
Esteri / Dalle deportazioni di massa alle classi separate per i figli dei rifugiati: cosa prevede il programma di AfD
Esteri / FS: al via le corse prova in Germania e Austria per i Frecciarossa di Trenitalia
Esteri / Il “battesimo” del Patto della Mecca: i vertici militari di Turchia, Arabia Saudita e Pakistan si incontrano a Istanbul
Esteri / Riprendono i raid degli Stati Uniti contro l’Iran: Teheran reagisce contro le basi Usa in Giordania e negli Emirati Arabi
Esteri / La decisione shock della Serbia: il boia di Srebrenica Mladić avrà funerali con onori militari e di Stato