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Afghanistan, continua l’avanzata dei talebani: conquistato il settimo capoluogo in cinque giorni

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Soldati afghani a Herat dopo scontri con i talebani, il 5 agosto 2021. Credit: EPA/JALIL REZAYEE

Afghanistan, continua l’avanzata dei talebani: conquistato il settimo capoluogo in cinque giorni

I talebani hanno preso la città di Farah, nel sud-ovest dell’Afghanistan, il settimo capoluogo provinciale conquistato in cinque giorni dal movimento islamista, che si prepara a tornare al potere a 20 anni dall’inizio della guerra lanciata dagli Stati Uniti.

“Questo pomeriggio i talebani sono entrati nella città di Farah dopo aver brevemente combattuto con le forze di sicurezza. Hanno preso l’ufficio del governatore e il quartier generale della polizia”, ​​ha detto ad Afp Shahla Abubar, membro del consiglio provinciale di Farah, nei pressi del confine con l’iran.

Si tratta della seconda città nell’Afghanistan sudorientale a essere stata presa dai talebani, dopo la conquista venerdì scorso di Zaranj, capoluogo della vicina provincia di Nimruz.

Nelle ultime settimane i talebani sono arrivati a controllare il 65 percento del territorio afghano, secondo quanto riportato da Reuters citando un alto funzionario dell’Unione europea. Il gruppo ha accelerato la sua avanzata a seguito del ritiro degli Stati Uniti, che intendono lasciare il paese dell’Asia centrale entro l’11 settembre, incontrando spesso poca resistenza da parte delle forze governative.

Gli Stati Uniti hanno continuato a condurre raid aerei per difendere le forze governative, ma ieri hanno ricordato che spetta ai soldati afghani difendere il proprio paese. “È la loro lotta”, ha detto ieri il portavoce del Pentagono John Kirby.

Tramite il proprio inviato diplomatico per l’Afghanistan, gli Stati Uniti hanno anche dichiarato che qualsiasi governo che dovesse ottenere il potere con la forza non sarà riconosciuto a livello internazionale. Il messaggio è stato recapitato ai talebani dal diplomatico Zalmay Khalilzad a Doha, in Qatar, dove il movimento islamista ha un ufficio di rappresentanza.

Le forze governative, dopo le sconfitte riportate negli scorsi giorni, hanno dichiarato di aver ucciso 361 combattenti talebani nelle ultime 24 ore, in offensive via aria e via terra. Le autorità afghane hanno anche dichiarato di aver respinto l’attacco dei talebani alla città strategica di Mazar-i-Sharif, capoluogo della provincia settentrionale di Balkh.

Secondo alcuni osservatori i talebani, che hanno anche conquistato alcuni dei principali valichi di frontiera nel nord, nell’ovest e nel sud del paese, si stanno concentrando sul nord del paese, storicamente controllate dalle forze che hanno resistito al regime talebano negli anni ’90, prima di avanzare verso Kabul.

Il movimento dei talebani, originato a inizio anni ’90 nelle aree a maggioranza pashtun dell’Afghanistan sudoccidentale, è arrivato a occupare per la prima volta Kabul nel 1996 dopo aver rovesciato il regime di Burhanuddin Rabbani, uno dei comandanti mujahidin che hanno resistito all’invasione dell’Urss negli anni ’80. Durante i suoi cinque anni di esistenza, il cosiddetto “Emirato islamico dell’Afghanistan”, guidato dal mullah Mohammed Omar, è stato riconosciuto formalmente solo da Pakistan, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti.

Una volta al governo i talebani hanno imposto leggi estremamente restrittive in particolare per i diritti di donne e minoranze, sulla base di un’interpretazione intransigente dell’Islam sunnita, vietando alle bambine di età superiore ai 10 anni di andare a scuola e obbligando le donne a indossare il velo integrale, o burka. Oltre a vietare la televisione, la musica e il cinema, il regime ha anche introdotto le esecuzioni pubbliche per i condannati per adulterio e imposto l’amputazione dei condannati per furto.

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