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Di Battista
Home » Esteri

Le donne nord irlandesi potranno abortire gratuitamente nel servizio sanitario britannico

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L'approvazione di un emendamento in parlamento permetterà a centinaia di donne di abortire a spese del sistema sanitario fuori dai confini dell'Irlanda del Nord

Il 29 giugno la Camera dei comuni ha riconosciuto alle donne nord irlandesi la possibilità di accedere gratuitamente alle procedure d’aborto presso il servizio sanitario britannico.

Negli ultimi anni centinaia di donne sono state costrette a viaggiare dal nord dell’Irlanda fino in Inghilterra, Scozia e Galles, per poter abortire presso le cliniche private.

Solo nel 2016 sono stati registrati oltre 700 aborti, i cui costi – compresi tra le 400 e le duemila sterline – non includevano lo spostamento. L’elevata spesa derivava dall’impossibilità di accesso per queste donne ai servizi gratuiti nazionali.

Il cancelliere dello scacchiere, Philip Hammond, ha annunciato il cambio di direzione politica, sotto la spinta dei Laburisti. L’emendamento, proposto dalla parlamentare laburista Stella Creasy, è stato supportato da oltre cento parlamentari.

In realtà, l’approvazione è avvenuta per evitare che il governo finisse in minoranza in giorno in cui si doveva votare la fiducia al Queen’s speech, il discorso della Regina per l’inaugurazione parlamentare. Diversi parlamentari conservatori, infatti, erano favorevoli all’emendamento. Il governo ha così evitato il rischio di perdere il voto di fiducia.

La spesa per questi servizi sarà sostenuta dai finanziamenti governativi.

La questione è stata sollevata a metà giugno, dopo il rigetto da parte della Corte Suprema di pronunciarsi sulla vicenda che vedeva il coinvolgimento di una giovane di 15 anni, costretta a recarsi a Manchester per poter abortire.

La limitazione ai servizi gratuiti per le donne del Nord Irlanda nasceva dalla volontà di rispettare la normativa della regione, che prevede forme severe e restrittive per l’aborto. Tale procedura è prevista solo in rari casi, qualora la madre sia in pericolo di vita, o possa avere problemi di salute mentale.

La legge non ammette eccezioni, nemmeno in caso di violenza, stupro, incesto o anomalie del feto.

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