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65mila bambini soldato liberati da gruppi armati negli ultimi 10 anni

Secondo i dati diffusi dall'Unicef, ancora oggi decine di migliaia di minorenni combattono in conflitti in tutto il mondo

Di TPI
Pubblicato il 21 Feb. 2017 alle 16:07 Aggiornato il 10 Set. 2019 alle 22:51
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Immagine di copertina

Almeno 65mila bambini sono stati liberati da forze e gruppi armati negli ultimi dieci anni. Di questi, più di 20mila erano bambini della Repubblica Democratica del Congo, quasi 9mila della Repubblica Centrafricana e oltre 1600 del Ciad. 

I dati li ha diffusi l’Unicef in occasione del decimo anniversario della Conferenza degli Impegni di Parigi per porre fine all’uso dei bambini nei conflitti.

Il Fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia stima che decine di migliaia di ragazzi e ragazze di età inferiore ai 18 anni combattono in alcuni conflitti in tutto il mondo, nonostante le difficoltà di avere dati esatti sul numero di bambini reclutati. 

Una delle stime considera che 17mila bambini siano stati reclutati in Sud Sudan dal 2013 e fino a 10mila nella Repubblica Centrafricana. 

Secondo alcuni dati verificati dalle Nazioni Unite, in Nigeria e nei paesi vicini, quasi 2mila bambini nel solo 2016 sono stati reclutati da Boko Haram. Nello Yemen, l’Onu ha documentato che da marzo 2015, si sono registrati 1500 casi di reclutamento di bambini. 

“Dieci anni fa il mondo ha preso un impegno per i bambini coinvolti nelle guerre e ha unito questo impegno con l’azione. Un’azione – ha dichiarato il direttore generale dell’Unicef Anthony Lake – che ha contribuito a dare a 65mila bambini una nuova possibilità per una vita migliore”.

“Ma guardiamo in avanti al lavoro che resta ancora da fare per sostenere i bambini coinvolti nelle guerre”, ha aggiunto Lake.

Il numero di paesi che ha approvato gli Impegni di Parigi è quasi raddoppiato in 10 anni, da 58 paesi nel 2007 agli attuali 105. Confermando un impegno globale crescente per porre fine all’utilizzo dei bambini nei conflitti.

“Fino a quando i bambini saranno ancora coinvolti nei combattimenti, non possiamo rinunciare a lottare per loro”, ha concluso Lake.

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