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Spread oggi 16 luglio | Il differenziale tra Btp e Bund in tempo reale

Di Niccolò Di Francesco
Pubblicato il 16 Lug. 2019 alle 07:03
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Spread oggi 16 luglio 2019 | In tempo reale | Btp | Borsa 

Spread oggi 16 luglio – Continua ad essere monitorato con attenzione l’andamento dello spread tra Btp e Bund, il differenziale tra rendimento dei titoli di Stato decennali italiani e gli omologhi tedeschi, che nelle ultime settimane, dopo aver sfiorato quota 300 punti base, è sceso sotto il livello 200.

Ieri, lunedì 15 luglio, lo spread aveva chiuso a 190 punti base (in calo rispetto ai 195 di venerdì 12) dopo aver toccato quota 189, sui minimi dal maggio 2018. Il rendimento del titolo decennale italiano invece era all’1,64 per cento.

A favorire il calo del differenziale è stata soprattutto la decisione della Commissione Europea di non aprire una procedura d’infrazione nei confronti dell’Italia dopo l’assicurazione del governo italiano di procedere a una correzione sui conti pubblici sul paese.

Qui vi forniamo le principali informazioni sull’andamento dello spread di oggi, martedì 16 luglio.

Spread oggi 16 luglio 2019 | I valori dello Spread

ore 9.00 –

Spread oggi | Significato | Che cosa è

Ma cos’è lo spread? Si tratta di un valore che indica la differenza di rendimento tra titoli di stato italiani e tedeschi e nello specifico, la forbice tra il rendimento offerto dal Btp (buono del tesoro poliennale emesso dallo stato italiano) a 10 anni e quello offerto dal suo corrispettivo tedesco, il bund.

Oggi lo spread viene preso come riferimento per misurare la stabilità economica di un paese in relazione con gli altri paesi. È anche un indice della fiducia dei mercati nei confronti del Paese.

Spread è dunque anche un termine generico che indica semplicemente la differenza esistente fra due valori e assume significato diverso a seconda del contesto.

È dal 2011 che il termine è sotto i riflettori e al centro dell’attenzione pubblica, assumendo nello specifico il significato di differenziale tra i Btp italiani e i Bund tedeschi.

All’inizio di quell’anno, il 4 gennaio era a 173 punti.

Il 30 dicembre, dopo un’estate burrascosa e l’avvicendamento a Palazzo Chigi tra Silvio Berlusconi e Mario Monti a novembre arrivò a quota 528, con un incremento di addirittura 355 punti.

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