Reddito di cittadinanza, governo Lega-M5s caduto: ora lo toglieranno?

Migliaia di beneficiari preoccupati per la sopravvivenza del sussidio con un nuovo esecutivo

Di Maria Teresa Camarda
Pubblicato il 21 Ago. 2019 alle 16:02
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Reddito di cittadinanza | Governo caduto | Lo toglieranno

Il governo Lega-M5s è caduto con le dimissioni del premier Giuseppe Conte e adesso il dubbio di migliaia di cittadini che beneficiano del reddito di cittadinanza è: “Lo toglieranno?”.

Intanto, ieri, 20 agosto, in Senato, il presidente del Consiglio Conte lo ha difeso. Dicendo che è stato il governo dei ‘no’, ha detto parlando con gli ex alleati della Lega, e in particolare con il leader Matteo Salvini, “avete offeso la verità dei fatti, avete oscurato le misure per rafforzare la sicurezza dei cittadini, le norme anticorruzione, il codice rosso”. E “avete calpestato le misure di protezione sociale che, insieme, abbiamo adottato”, come “Quota 100 e reddito di cittadinanza” oltre alle norme in favore dei risparmiatori truffati dalle banche. Lo ha detto il premier Giuseppe Conte durante il suo discorso.

Cosa succede con il governo Lega-M5s caduto al reddito di cittadinanza? Dare una risposta non è semplice: se da una parte non si vedono all’orizzonte modifiche alla legge, dall’altra non è esclusa la possibilità di cambiamenti con la nascita di nuovi governi, nel medio o lungo periodo. Per ora bisogna attenersi solo alle posizioni espresse dai singoli partiti.

Reddito di cittadinanza | Governo M5s Pd

La Lega ad esempio nelle ultime settimane ha manifestato in maniera netta le proprie perplessità sulla misura: il leader Matteo Salvini ha dichiarato che “se il reddito di cittadinanza non crea lavoro è un problema”. Ma anche il Pd si è sempre schierato contro il sussidio, fin dalla sua ideazione. Per i dem sarebbe stato più opportuno rafforzare il reddito di inclusione introdotto negli ultimi mesi del Governo Gentiloni.

A difendere il reddito di cittadinanza c’è certamente il M5S, la forza politica che ha fortemente voluto la misura, presentata già come punto centrale del programma elettorale alle elezioni 2013. Una volta arrivato al governo il Movimento ne ha poi promosso l’introduzione e curato la realizzazione materiale. I pentastellati vogliono senza dubbio mantenere in vita la misura.

Gli scenari possono comunque cambiare a seconda di quale piega prenderà questa crisi di governo. Se al governo ci fosse stato un semplice rimpasto, una conferma della maggioranza M5S-Lega, il reddito di cittadinanza sarebbe stato probabilmente confermato senza modifiche o addirittura potenziato.

In caso di governo di nascita di un nuovo esecutivo sostenuto da M5S e Pd, è possibile che si arrivi a un accordo tra le due forze che contempli anche la conferma del reddito di cittadinanza. Nonostante i dubbi dei Dem, i pentastellati difficilmente rinuncerebbero al loro provvedimento-simbolo. In caso di elezioni anticipate, infine, il destino del reddito di cittadinanza finirebbe nelle mani del partito o della coalizione vincenti.

In caso di successo della Lega di Matteo Salvini, considerata da tutti i sondaggisti ampiamente il primo partito dopo lo straordinario 34 per cento di voti alle Europee di maggio, la misura potrebbe essere quantomeno riformata.

Reddito di cittadinanza | Governo caduto | Come lo possono cancellare

Il reddito di cittadinanza è un sussidio erogato dall’Inps che, se concesso, viene versato dallo Stato ai beneficiari per 18 mesi. Al termine dei 18 mesi viene richiesto un nuovo Isee per verificare se, nel frattempo, sono mutate le condizioni. Se queste persistono, l’assegno è confermato per altri 18 mesi, con un mese di sospensione.

Il meccanismo è ormai indipendente dal governo che l’hai istituito, nella fattispecie il governo gialloverde guidato da Conte.

Esattamente com’è successo per il bonus di 80 euro di Renzi, introdotti nelle buste paghe di migliaia di italiani dall’ex premier del Pd Matteo Renzi. La misura è ancora in vigore e si era cominciato a parlare di abolirli per recuperare risorse per favorire l’abbassamento delle tasse.

Questo conferma che per abolire il reddito di cittadinanza servirà eventualmente una nuova legge del prossimo governo. O un referendum popolare abrogativo: ma questa ultima ipotesi sembra abbastanza improbabile.

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