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Milano vara il sostegno economico per le periferie con fondi europei: si parte da Lorenteggio

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Fondi europei per un milione di euro, da destinare a cittadini in difficoltà che aderiscono a un progetto di reinserimento lavorativo: un progetto simile al reddito di cittadinanza, ma con alcune differenze

Milano, a Lorenteggio parte il sostegno economico per le periferie

La città di Milano ha varato una nuova misura di sostegno alle periferie, sfruttando un milione di euro di fondi europei e aiutando i cittadini in difficoltà a reinserirsi nel mondo del lavoro: il progetto partirà dal primo gennaio 2020 nel quartiere Lorenteggio, nella zona sud-occidentale della città. Nell’anno nuovo, infatti, il Comune inizierà a individuare 500 beneficiari, tra cittadini e aziende, che saranno destinatari di un aiuto economico collegato a un percorso di formazione professionale.

Vi sembra un discorso già sentito? Non vi sbagliate poi così tanto: le basi di questo tipo di sostegno alle periferie, ideato a Milano, sono le stesse che hanno portato lo scorso anno al reddito di cittadinanza. Anche nel caso di questo indennizzo sociale per le periferie, ad esempio, ci sono dei requisiti ben precisi: bisogna essere residenti nel quartiere Lorenteggio almeno da ottobre 2019, bisogna essere disoccupati (ma già alla ricerca di un nuovo lavoro) e soprattutto avere difficoltà economiche. Inoltre, chi è già destinatario del reddito di cittadinanza potrà comunque concorrere a ottenere anche questo sussidio. Come anche chi non è cittadino italiano ma ha un regolare permesso di soggiorno.

I fondi da destinare al “progetto Lorenteggio: vivere, lavorare e fare impresa nel quartiere” provengono dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) 2014-2020. In totale si tratta di un milione di euro: 400mila saranno destinati direttamente ai cittadini che ne faranno richiesta e ne avranno i requisiti, mentre i restanti 600mila saranno devoluti a imprese ed enti professionali che inseriranno i richiedenti in percorsi formativi finalizzati all’assunzione.

Secondo le intenzioni del Comune di Milano, già entro la fine di gennaio ci sarà la prima “graduatoria” con 50 candidati selezionati e destinatari del sussidio economico. Le intenzioni, poi, sono quelle di arrivare a 500 beneficiari in pochi mesi, comprendendo i disoccupati con età maggiore ai 18 anni e residenti tra le vie Lorenteggio, Inganni, Giambellino e Odazio. Le persone che otterranno il sostegno economico per le periferie prenderanno parte ad alcune attività di orientamento a cura di Afol Metropolitana. Con la speranza di allargare, ben presto, il progetto anche ad altre zone di periferia, come i quartieri Mazzini-Corvetto o San Siro.

Ognuno dei beneficiari prenderà anche un’indennità, proporzionata al numero di ore di formazione effettivamente frequentate. Secondo le stime del Comune di Milano, si tratterebbe di circa 400 euro al mese a persona, a fronte di una frequenza costante al percorso formativo.

Nella conferenza stampa di presentazione, l’assessora al Lavoro di Milano Cristina Tajani ha sottolineato che si tratta di una misura “diversa dal reddito di cittadinanza dello Stato, perché noi diamo l’indennizzo solo a chi già ha aderito al percorso formativo, non a chi si impegna a farlo”.

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