Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 14:55
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Di Battista
Home » Economia » Lavoro

Assegni familiari arretrati, come e quando farne richiesta?

Immagine di copertina

Assegni familiari arretrati richiesta | Come e quando farla | Calcolo

Assegni familiari arretrati richiesta – Gli assegni familiari, come prestazione di sostegno al reddito erogata dall’Inps in favore delle famiglie dei lavoratori dipendenti e dei pensionati a carico dell’istituto di previdenza, vengono accreditati ogni mese in busta paga.

Molti dipendenti che procedono a farne richiesta – la cui modalità è cambiata da aprile 2019 – per la prima volta non sanno però che esiste la possibilità di richiedere anche gli assegni arretrati, cioè relativi ad anni precedenti.

Ma qual è la modalità per richiedere gli anf arretrati ed entro quando è necessario procedere?

Assegni familiari: l’Inps pubblica le nuove tabelle 2019/2020

Assegni familiari arretrati richiesta | Come e quando farla

Gli assegni familiari arretrati, cioè relativi a precedenti mensilità non percepite dal lavoratore dipendente o dal pensionato che non ne aveva fatto richiesta, vengono versati dal datore di lavoro per il periodo di sua competenza e possono essere richiesti al massimo entro cinque anni dalla data in cui il beneficiario ne ha avuto diritto, quindi dalla loro maturazione.

Questo, dunque, il termine di proscrizione relativo alla domanda di Anf arretrati, il quale decorre dal primo giorno del mese successivo a cui l’assegno si riferisce.

In due casi il termine di proscrizione viene interrotto: o quando c’è un’intimazione dell’Ispettorato del Lavoro al datore di lavoro o in caso di richiesta scritta del lavoratore al datore di lavoro o all’Inps o all’Ispettorato del Lavoro.

Lo stesso termine, peraltro, è valido anche in caso di licenziamento o non più dipendenza presso un datore di lavoro. Discorso diverso, invece, in caso di cessazione di una ditta: in questo caso, infatti, è necessario capire se tale ditta è in liquidazione o è fallita. Se nel primo caso è possibile veder liquidati gli assegni dal liquidatore, nel secondo invece sarà l’Inps a pagare le somme spettanti in termini di Anf.

Gli arretrati possono essere inoltre richiesti all’Inps mentre si percepisce Naspi o in caso di mobilità sul lavoro e cassa integrazione.

Tutto quello che c’è da sapere sugli assegni familiari

Ti potrebbe interessare
Lavoro / Manutenzione Predittiva e Condition Monitoring al centro dell’universo ISE
Lavoro / Apre a Milano il Gi Group Training Hub, un nuovo spazio dedicato a formazione e orientamento
Cronaca / Women4: Gi Group per l’occupazione femminile
Ti potrebbe interessare
Lavoro / Manutenzione Predittiva e Condition Monitoring al centro dell’universo ISE
Lavoro / Apre a Milano il Gi Group Training Hub, un nuovo spazio dedicato a formazione e orientamento
Cronaca / Women4: Gi Group per l’occupazione femminile
Economia / Sicurezza sul lavoro, dai maggiori controlli alle sanzioni: le novità in arrivo
Lavoro / Preparati al mondo del lavoro, partecipa a Destination Work City di Gi Group
Cultura / Conciliare cyber-security e smart working è una sfida
Cultura / Connessi, multitasking, trasversali: il futuro del lavoro è dei multipotenziali
Lavoro / Il data scientist è entrato nel cuore delle aziende
Lavoro / Gaming, realtà virtuale e smart working: lavoro e videogame
Economia / La digitalizzazione nel mondo del lavoro e la disuguaglianza di genere