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Home » Economia

Jeff Bezos vuole creare un fondo per comprare aziende manifatturiere e farci lavorare i robot

Immagine di copertina
Jeff Bezos ha un patrimonio da 224 miliardi di dollari. Credit: AGF

Il patron di Amazon sta lavorando a un veicolo da 100 miliardi di dollari che dovrebbe acquisire fabbriche e usare l'intelligenza artificiale per automatizzarle. Colloqui dal Medio Oriente a Singapore fino a JpMorgan. Coinvolti ex scienziati di Google e OpenAi

Jeff Bezos è in trattative preliminari per raccogliere 100 miliardi di dollari a sostegno di un nuovo fondo di private equity specializzato nell’acquisire aziende manifatturiere e utilizzare l’intelligenza artificiale per accelerare il loro percorso verso l’automazione. Lo riferisce il Wall Street Journal, secondo cui da alcuni mesi il centimiliardario fondatore di Amazon sta incontrando alcuni dei più grandi gestori patrimoniali del mondo nell’ambito di questa raccolta fondi.

Bezos avrebbe avuto incontri d’affari in Medio Oriente e, più recentemente, a Singapore, ma nell’iniziativa sarebbero coinvolti anche nomi di punta del panorama finanziario statunitense.

Stando a quanto scrive il Wall Street Journal, nei documenti sottoposti ai potenziali investitori il fondo viene descritto come un “veicolo di trasformazione manifatturiera”: le sue mire sarebbero rivolte in particolare ad aziende operanti nella produzione di semiconduttori, della difesa e dell’aerospazio. Se la sua potenza di fuoco arrivasse effettivamente a 100 miliardi di dollari, il fondo eguaglierebbe il Vision Fund di SoftBank, superando la maggior parte dei più grandi fondi di private equity al mondo.

Tra i potenziali finanziatori ci sarebbe l’Abu Dhabi Investment Authority, fondo sovrano che gestisce le riserve petrolifere in eccesso degli Emirati Arabi Uniti: resta da capire se gli attacchi dell’Iran contro l’emirato e la crisi in atto nel settore petrolifero in seguito allo scoppio della guerra possano compromettere la trattativa.

Bezos inoltre avrebbe contattato l’amministratore delegato di JpMorgan, Jamie Dimon, per un suo coinvolgimento attraverso il programma da 10 miliardi “Security and Resiliency” lanciato dalla banca d’affari allo scopo di rafforzare le catene di approvvigionamento americane.

Il fondo a cui sta lavorando il patron di Amazon e Blue Origin sarebbe direttamente collegato a Project Prometheus, la startup di intelligenza artificiale co-fondata da Bezos insieme a Vik Bajaj, fisico ed ex dirigente di Google X, nonché padre di Foresite Labs, un incubatore biotecnologico con sede a San Francisco.

Bezos e Bajaj sono co-amministratori delegati di Prometheus, che ha sede a San Francisco, uffici a Londra e Zurigo e più di 100 dipendenti, reclutati anche da OpenAI, DeepMind (Google) e Meta: il valore attuale della startup è stimato in circa 30 miliardi di dollari.

Prometheus sta sviluppando sistemi di intelligenza artificiale destinati all’economia fisica: in particolare punta a creare modelli che siano in grado di comprendere e simulare ambienti ingegneristici reali, anziché basarsi esclusivamente su dati digitali. Il suo focus è sulle produzioni di semiconduttori, automobili e veicoli spaziali, con l’obiettivo di rendere la produzione più rapida e meno dispendiosa in termini di risorse.

Per rafforzare le proprie competenze tecniche, Prometheus ha acquisito General Agents, una startup co-fondata nel 2024 da Sherjil Ozair, ex ricercatore di Google DeepMind e Tesla, e William Guss, ex scienziato di OpenAI. General Agents ha creato Ace, un agente informatico in grado di eseguire compiti in modo autonomo su diverse applicazioni, basandosi sui comandi dell’utente. Il sistema utilizza un’architettura Vla (video-language-action), un fondamento tecnico rilevante anche per la robotica, che consente alle macchine di interpretare input visivi e di agire in base ai comandi linguistici.

Con un patrimonio personale da 224 miliardi di dollari, secondo Forbes Jeff Bezos oggi è il quarto uomo più ricco del mondo dietro al fondatore di Tesla e Space X Elon Musk (839 miliardi) e ai due fondatori di Google, Larry Page (257 miliardi) e Sergej Brin (237 miliardi). L’iniziativa del patron di Amazon va letta in un contesto finanziario nel quale non solo lui ma molti grandi investitori stanno studiando come usare l’intelligenza artificiale per automatizzare la produzione manifatturiera. Tra gli altri, proprio Musk nei mesi scorsi ha presentato la roadmap di Tesla per la robotica umanoide.

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