Gaspart (Byhours): “I microsoggiorni in hotel, tra business e utilità sociale”

Intervista al fondatore di Byhours, la cui formula viene utilizzata sia per prevenire il contagio che per il riposo di medici e infermieri in prima linea: "Servirà anche a sostenere il settore alberghiero, uno dei più danneggiati dalla crisi sanitaria"

Di Redazione TPI
Pubblicato il 20 Mar. 2020 alle 13:38 Aggiornato il 20 Mar. 2020 alle 15:17
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Immagine di copertina

Fondato nel 2012, il brand spagnolo Byhours sta cambiando le abitudini di chi viaggia, introducendo la facoltà – semplice, ma preziosa – di prenotare un hotel solo per alcune ore. I cosiddetti “microsoggiorni” vanno incontro alle necessità di diverse tipologie di persone: “Il nostro focus sono i viaggiatori e normalmente a viaggiare sono gli uomini d’affari”, spiega a TPI il fondatore e CEO Guillermo Gaspart.

“Tra i nostri clienti abbiamo anche diverse famiglie: se voli con i bambini hai bisogno di un punto di appoggio confortevole per le attese e le permanenze brevi. La maggior parte delle persone che utilizzano Byhours comunque viaggiano per lavoro e hanno bisogno di alberghi vicini agli aeroporti o alle stazioni ferroviarie, nonché di flessibilità negli orari di check-in e check-out”.

In tempi difficili come quelli che stiamo vivendo, i “microsoggiorni” rivestono anche un aspetto di prevenzione e utilità sociale.

Byhours ha infatti lanciato un’offerta scontata del 25% per incoraggiare chi viaggia per lavoro a trascorrere i tempi di attesa in albergo, invece che esporsi al rischio di contagio da Coronavirus nelle sale di aspetto di aeroporti o stazioni: “Quando l’offerta è stata lanciata la situazione era più tranquilla, poi purtroppo le cose sono peggiorate rapidamente. Adesso molti hotel sono chiusi, sia qui a Barcellona, che a Milano e in diverse altre città europee”, continua Gaspart, raggiunto telefonicamente.

“Tuttavia, ci sono paesi come la Colombia dove l’epidemia è soltanto all’inizio e quindi c’è ancora tanta gente che si sposta per lavoro. Il senso della nostra offerta sta nell’offrire alle aziende la possibilità di far viaggiare i loro dipendenti in maniera più sicura. Credo che ognuno debba fare la sua parte, soprattutto in questa situazione”

La formula del “microsoggiorno” si sta rivelando utile anche per medici e infermieri: “Sì, stiamo ricevendo molte prenotazioni da parte del personale sanitario, che per via dell’emergenza è costretto a fare turni massacranti: dar loro la possibilità di riposarsi per qualche ora nella comodità di un hotel è fondamentale. Allo stesso modo, questa nostra offerta serve ad aiutare il settore alberghiero, che per via delle cancellazioni delle prenotazioni è in grande difficoltà. E’ facile prevedere che l’intero settore del turismo sarà segnato a lungo da questa situazione, ma in questo modo noi offriamo una nuova tipologia di business e una nuova fonte di entrate”.

Quando Gaspart ha fondato Byhours insieme a Christian Rodriguez, otto anni fa, nessuno avrebbe potuto immaginare una situazione del genere. La vision che ha mosso la loro scelta imprenditoriale è stata di ben altro tipo: “Siamo nati con l’intento di offrire una nuova modalità di ospitalità alberghiera”, prosegue il CEO. “Abbiamo voluto introdurre una maggiore flessibilità, immaginando un futuro nel quale si vada all’Hilton, al Marriott o in un qualunque altro albergo con la possibilità di prenotare per tre, sei o 12 ore, con la libertà di decidere autonomamente gli orari di ingresso e di uscita”.

Oggi il brand spagnolo è presente in tutte le principali città europee e l’Italia rappresenta il secondo mercato nazionale per volumi. Inoltre, Byhours è operativa in America Latina e nel Medio Oriente, con hotel vicini ai principali aeroporti di Dubai, Abu Dhabi, Bahrein e Qatar.

I piani per il futuro prevedono un’ulteriore espansione, come spiega Gaspart: “I nostri obiettivi per il 2020 sono due: l’ingresso sul mercato degli Stati Uniti e l’adozione di un approccio più B2B, che ci consenta di offrire il nostro servizio non solo ai singoli clienti, ma anche attraverso canali diversi, ad esempio attraverso accordi con le compagnie aeree. Come sappiamo, il personale che lavora per queste aziende deve fare quotidianamente brevi soggiorni in base alle tratte assegnate e la possibilità di farlo in alberghi vicino agli aeroporti è sicuramente interessante”.

“Questo potrà avvenire abbinando alle prenotazioni dei voli sui principali canali già operativi anche la facoltà di prenotare un hotel per le sole ore necessarie. Con tutta evidenza, il Coronavirus ci costringerà a spostare questi obiettivi più in là di qualche mese, direi due o tre circa, ma non si può essere più precisi perché onestamente nessuno oggi è in grado di fare previsioni su quando finirà la pandemia. Comunque faremo il possibile per rimanere fedeli ai nostri progetti”.

La possibilità che il modello di business lanciato da Byhours sia imitato da altre aziende non preoccupa granché Gaspart: “Non possiamo certo impedire a Booking, Expedia o a qualunque altro operatore di allinearsi alla nostra offerta, ma credo che la concorrenza faccia bene a tutti. Già adesso, soprattutto in Italia, ci sono molti alberghi che offrono la possibilità di prenotare nella fascia diurna, per incontri di affari o altro. Anche noi lo facciamo, ma la nostra formula più diffusa è quella con check-in alle 21.00 e check-out alle 9 del mattino, perché nel tipico viaggio di lavoro l’hotel si usa solo per pernottare. Tuttavia, con Byhours, si può scegliere liberamente nell’arco delle 24 ore e questo ci differenzia dai nostri competitor”.

“Il nostro focus, in questo momento, è più sull’awareness: abbiamo necessità di far conoscere il nostro prodotto alle persone che per varie ragioni devono trascorrere alcune ore in un aeroporto o nel centro di una città e non sanno della possibilità di prenotare un hotel solo per il tempo necessario”.

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