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L’effetto Coronavirus sul business degli hotel: l’analisi di Byhours

L'azienda spagnola, leader del settore "microsoggiorni", punta comunque sull'Italia, nonostante l'attuale emergenza

Di TPI
Pubblicato il 4 Mar. 2020 alle 09:26 Aggiornato il 4 Mar. 2020 alle 09:39
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Immagine di copertina

Quali sono stati gli effetti del Coronavirus sulla hotellerie, in Italia e a livello internazionale? A spiegarlo efficacemente sono i dati diffusi da Byhours, la prima e unica piattaforma online e APP mobile che permette di prenotare in oltre 3.000 hotel di 24 Paesi nel mondo e 600 città europee, un soggiorno su misura con una permanenza a scelta di 3, 6 e 12 ore, tramite l’innovativa formula “pay-per-use”.

Il mese di febbraio è stato particolarmente importante per Byhours, che per il 2020 punta con forza sull’Italia e dai primi del mese scorso ha lanciato una nuova campagna TV nazionale e multicanale, tuttora on air, per diffondere la conoscenza del marchio, con l’obiettivo di aumentare il traffico e incrementare le prenotazioni nei prossimi mesi.

Tale azione promozionale da subito ha registrato un impatto positivo in termini di traffico sul sito: nella settimana dal 9 al 15 febbraio ha raggiunto un picco di 4.941 visite al giorno, ma dal 23 febbraio ad oggi, in corrispondenza dell’arrivo del Coronavirus in Italia ha raggiunto un massimo di 3.413 visite (-1,501 visite).

Il mercato-Italia ha registrato a febbraio 2020 un incremento del +23% con 1.400 prenotazioni di hotel, ma è già evidente come questo trend si sia nettamente invertito nell’ultima settimana di febbraio segnando un caldo del -45%.

Anche in termini di conversioni web, da giovedì 27 febbraio si registra un tasso in discesa (v. linea rossa del grafico sottostante), nonostante un’accurata e proattiva gestione della campagna Google Search e Display per migliorare il rendimento e l’esperienza utente.

Stesso andamento riguarda le campagne programmatic Display, Native Adv e post sponsorizzati che si rivolgono in modo specifico agli utenti attivi nella ricerca di hotel per motivi di lavoro o per svago, in netto calo nell’ultima settimana.

Per quanto riguarda le ricerche di destinazioni in Italia effettuate dagli utenti sul web, (v. sotto) si evidenzia un picco di quasi 10k per ben due volte nella settimana di riferimento 9-15 febbraio ed una evidente decrescita sotto i 6K nell’ultima settimana di febbraio.

Nonostante la situazione del paese sia chiaramente critica con una decrescita del -30,9%, a livello globale, febbraio è stato un mese molto positivo per Byhours in termini di prenotazioni, grazie all’aumento della disponibilità di numero di camere da parte degli hotel partner, ed anche per l’azione congiunta di diverse attività di marketing finalizzate ad avvicinare nuovi utenti e fidelizzare i clienti. Altri paesi come Germania, Francia e Spagna, dove sono in atto Display ADV e Sponsorizzazioni Social, rimangono per il momento stabili.

Per quanto riguarda le transazioni globali, Byhours chiude il mese di febbraio 2020 con 11.000 prenotazioni: + 15% rispetto a gennaio 2020. La diminuzione del tasso di crescita delle conversioni in Italia del 45% dall’ultima settimana sta influenzando anche la Spagna e la Francia, seppur in modo lieve, stimando una possibile riduzione del 35%. delle entrate.

Per le cancellazioni, il mese di febbraio rimane in linea con il dato medio che normalmente si aggira ogni mese intorno al 10%. In Italia le cancellazioni effettuate a febbraio hanno segnato il 14%, con 161 cancellazioni, ovvero + 53% rispetto alle 105 disdette di gennaio.

Guillermo Gaspart fondatore e CEO di Byhours dichiara: “L’allarme Coronavirus in Italia, e la sua estensione in altri paesi, colpisce purtroppo inizialmente settori come il turismo. In Byhours abbiamo ad oggi registrato una leggera diminuzione delle prenotazioni, senza toccare cifre drammatiche.”

“In ogni caso – commenta l’altro fondatore Christian Rodriguez  – grazie alla tipologia di servizio alberghiero che offriamo abbiamo la possibilità di conoscere in tempo reale andamenti e tendenze in questo settore e di offrirci quindi anche uno spaccato da leggere anche in chiave sociale, essendo in grado di fornire informazioni essenziali sul comportamento dei cittadini”.

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