A Davos 5 startup che cambieranno il futuro del cibo

Di Elisa Serafini
Pubblicato il 24 Gen. 2020 alle 08:59 Aggiornato il 24 Gen. 2020 alle 09:00
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Intorno alla sfida della sostenibilità, tema chiave del World Economic Forum di Davos 2020 di quest’anno, si gioca il ruolo chiave dell’alimentare e dell’agricoltura.

Per questa ragione, il WEF, insieme al Fondo internazionale per lo Sviluppo Agricolo (IFAD), ha dato il via alla Food Action Alliance. Un’iniziativa che ha l’obiettivo di costruire modelli di conoscenza e di indirizzo nel tema dell’alimentazione e dell’ambiente.

E così, intorno al Forum Economico Mondiale si sono riunite startup, fondi di investimento e fondi di Venture Capital legate al settore del foodtech. La tecnologia in questo ambito gioca un ruolo chiave, nel futuro delle biotecnologie c’è infatti la possibilità di realizzare alimenti tipicamente prodotti da allevamento, attraverso la coltivazione di cellule animali (tecnica chiamata cell based o lab grown) o attraverso l’uso di alcuni vegetali (definito plant based).

Proprio a Davos è stato presentato il fondo Joyance, Venture Capital internazionale guidato dall’italiano Paolo Pio, che a TPI ha presentato 5 startup nel ramo food-tech che puntano a rivoluzionare il settore alimentare.

La prima è Gourmey, la startup che sta sviluppando il foie gras al 100 per cento etico: i ricercatori prelevano cellule dell’uovo di anatra e le coltivano in laboratorio per ricreare il prodotto alimentare, senza dover allevare le anatre.

Planted, invece, è una startup che nasce tra i laboratori dell’Università di Zurigo, e ha già prodotto e lanciato in Svizzera la prima “carne di pollo vegetale”, realizzata con farine di piselli, che ricrea perfettamente gusto e forma della carne di pollo.

Mushlabs realizza cibo sostenibile grazie alla coltivazione di cellule di funghi commestibili e Peace of Meat produrrà carne coltivata grazie all’utilizzo di cellule animali, e infine Finless Food, la prima società ad aver realizzato pesce creato in laboratorio.

L’innovazione nel settore alimentare ha un mercato di 7 miliardi di persone, meccanismi di disruption in questa industria sono quindi destinati a travolgere mondo del lavoro e dei consumi e sostenere, allo stesso tempo, un rovesciamento del trend produzione/inquinamento, verso una società più sostenibile e più vicina all’ambiente.

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