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Usa: i boy scout dichiarano bancarotta per le troppe cause su abusi sessuali

Secondo uno dei legali delle vittime, dal 1944 sono circa 12mila i ragazzi che hanno subito violenze da parte di dipendenti e volontari

Di Niccolò Di Francesco
Pubblicato il 18 Feb. 2020 alle 11:37 Aggiornato il 19 Feb. 2020 alle 17:11
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Immagine di copertina
Credit: Boy Scouts of America / Facebook

Usa: boy scout dichiarano bancarotta per le troppe cause su abusi sessuali

I boy scout Usa dichiarano bancarotta a causa delle oltre 300 cause relative ad abusi sessuali avvenuti negli ultimi anni.

La notizia è stata data dalla stessa organizzazione, nata nel 1910.

“L’organizzazione nazionale dei boy scout d’America ha chiesto la bancarotta e il ricorso al Capitolo 11 per compensare in modo equo le vittime che sono state danneggiate durante il loro periodo nello Scouting e garantire il futuro dello Scouting negli anni avvenire” si legge in una nota diffusa sui social dall’associazione.

“Alle vittime di abusi nello Scouting diciamo: noi vi crediamo, vi sosteniamo e vi vogliamo compensare in modo equo”.

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L’organizzazione, che conta 2,2 milioni di membri tra i 5 e i 21 anni, ha scelto di continuare la sua attività, creando, però, un fondo di compensazione per le vittime di abusi sessuali da parte di dipendenti e volontari.

Il Capitolo 11 di cui si fa riferimento nel comunicato diffuso dall’associazione, consente di riunire tutte le cause relative agli abusi sessuali per negoziare un patteggiamento.

Allo stato attuale sono oltre 300 le cause di abusi sessuali in cui è coinvolta l’organizzazione dei boy scout Usa.

Secondo l’avvocato di alcune delle vittime, Jeff Anderson, dal 1944 sono circa 12mila i boy scout che hanno subito abusi sessuali.

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