Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 11:05
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Guida Bardi
Home » Cultura

Tra i vicoli di Genova l’omaggio a Peppino Impastato

Immagine di copertina
Peppino Impastato. Credit: Twitter

Peppino Impastato Genova murale – “Se si insegnasse la bellezza alla gente, la si fornirebbe di un’arma contro la rassegnazione, la paura e l’omertà”. La frase di Peppino Impastato campeggia su un muro di Genova, accanto a un murale che ritrae il giornalista di Cinisi, ammazzato da Cosa Nostra nella notte del 9 maggio del 1978.

L’omaggio a Peppino nasce in vico della Rosa. L’autore resta anonimo, ma non serve un nome, quando il soggetto è il messaggio dell’attivista antimafia. Peppino sorride nel murale, affacciato a una finestra, guarda Genova e ricorda l’importanza di non piegarsi alla rassegnazione, alla paura, all’omertà.

L’arma che Peppino invita a usare è quello della bellezza. Ed è quello che l’attivista ha fatto per tutta la sua vita, ribellandosi, impegnandosi fino alla morte per la libertà della sua terra.

La vicenda tragica della morte di Peppino Impastato è stata oscurata dal ritrovamento del corpo di Aldo Moro, ma la sua vita è stata riscoperta e raccontata ed è diventata presto uno degli esempi della lotta alla mafia, dentro e fuori dalla Sicilia.

Figlio di padre mafioso, presto Peppino comprende di non appartenere a quel modo. Si ribella, viene ripudiato dal padre, ma non si ferma. Insieme ad amici e compagni, Peppino nel 1977 fonda Radio Aut, radio libera autofinanziata, con cui il giornalista e attivista denuncia i crimini e gli affari dei mafiosi di Cinisi, il suo paese, del capomafia Gaetano Badalamenti.

Sarà proprio Badalamenti a vedere in Peppino Impastato un elemento scomodo. Tanto scomodo da sentenziarne presto la morte. Nel 1978 Impastato si candida alle elezioni provinciali nella lista Democrazia Proletaria. Voleva cambiarlo, quel posto, e aveva deciso di non lasciare la sua Sicilia, come in tanti facevano, ma di restare e lottare.

Peppino Impastato non venne mai eletto, perché nella notte del 9 maggio del ’78 l’attivista viene ucciso. La sua morte viene fatta passare per suicidio, ma la lotta della madre Felicia, del fratello Giovanni e dei suoi amici hanno portato presto alla luce la verità. La morte di Peppino Impastato è stata commissionata da Gaetano Badalamenti.

L’11 aprile 2002 il boss Badalamenti è stato condannato all’ergastolo dopo essere stato riconosciuto come mandante del delitto. Il 30 aprile 2004, a 80 anni, è morto nel centro medico di un penitenziario in Massachusetts.

Peppino Impastato, 41 anni dal suo omicidio
Ti potrebbe interessare
Cultura / Premio Fair Play Menarini: Bebe Vio e Fabio Caressa tra i protagonisti della 30ª edizione
Cultura / L’enciclica di Leone e l’Umanesimo ai tempi dell’IA
Cultura / Padre Spadaro a TPI: “Il pericolo non è che le macchine diventino umane ma che gli umani si riducano a macchine”
Ti potrebbe interessare
Cultura / Premio Fair Play Menarini: Bebe Vio e Fabio Caressa tra i protagonisti della 30ª edizione
Cultura / L’enciclica di Leone e l’Umanesimo ai tempi dell’IA
Cultura / Padre Spadaro a TPI: “Il pericolo non è che le macchine diventino umane ma che gli umani si riducano a macchine”
Cultura / L’Intelligenza artificiale? La tecnologia ci ha già cambiato (molte volte)
Cultura / Internet prometteva di connetterci. L’IA ci isolerà?
Cultura / Ritrovare l’umano: la Persona al centro oltre l’algoritmo (di M. Lapucci)
Cultura / Al via la seconda edizione del Premio Magis Bancomat: “Raccontare il mondo, renderlo un posto migliore”
Ambiente / È uscito il nuovo numero di The Post Internazionale. Da oggi potete acquistare la copia digitale
Cultura / “La Congrega dei 13”: il primo romanzo noir dell’ex ministro Cesare Damiano
Cultura / “Al vostro posto non ci so stare – dei delitti e delle pene secondo Fabrizio De André”: la presentazione a Roma del libro di Fabrizio Bartelloni