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“Troppa pelle nuda”: Instagram censura il video della mostra dell’artista russa Natalia Goncharova

Dal 28 settembre Palazzo Strozzi, a Firenze, dedica una retrospettiva alla leader del movimento futurista russo

Di Marta Facchini
Pubblicato il 28 Ago. 2019 alle 16:18 Aggiornato il 8 Set. 2019 alle 01:10
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Immagine di copertina

Instagram censura il video della mostra di Natalia Goncharova, leader delle avanguardie russe del Novecento

La prima volta che la censura si è abbattuta su Natalia Goncharova, artista russa delle avanguardie dello scorso secolo, è il 1910. I suoi quadri di corpi nudi erano stati censurati sia prima sia dopo la Rivoluzione, la pittrice era stata processata per pornografia e nel 1921 le sue opere religiose, che traevano ispirazione dalle stampe popolari, erano state rimosse con l’accusa di blasfemia. A più di cento anni di distanza, la censura torna a colpire Goncharova e lo fa su Instagram, dove è stata impedita la pubblicazione di un video promozionale della mostra che Palazzo Strozzi a Firenze dedica a questa straordinaria figura femminile dell’arte del Novecento.

La motivazione sono le “immagini raffiguranti nudità e porzioni di pelle eccessive”, fa sapere la Fondazione Palazzo Strozzi che specifica come il riferimento sia all’opera Modella (su sfondo blu) esposta nella rassegna.

“Come successo l’anno scorso con Marina Abramovic anche Natalia Goncharova, artista delle avanguardie di primo ‘900 viene censurata dai social media. Si può dire che, dopo oltre un secolo, l’opera di Natalia riesce ancora a scandalizzare come aveva fatto ai suoi tempi”, commenta Arturo Galansino, direttore generale della Fondazione.

“Sui social media vediamo costantemente immagini o video di nudo ma in questo caso viene bloccata l’immagine di un dipinto che appartiene alla storia dell’arte moderna. Si innesca così inevitabilmente una domanda: può un algoritmo determinare un principio di censura all’interno di uno dei principali mezzi di comunicazione e informazione del mondo?”, prosegue Galansino.

La mostra è una retrospettiva che ripercorre la vita controcorrente dell’artista, e la sua produzione, mettendola a confronto con opere di suoi punti di riferimento come Paul Gauguin, Henri Matisse, Pablo Picasso, Umberto Boccioni.

La censura di Instagram ha suscitato la critica di uno degli sponsor della manifestazione, l’imprenditore Mario Luca Giusti. “Come sponsor della mostra ‘Natalia Goncharova, Una donna e le avanguardie tra Gauguin, Matisse e Picasso’ trovo profondamente doloroso che Instagram possa bloccare il video per il lancio della mostra perché l’immagine del dipinto Modella (su sfondo blu) appartenente alla storia dell’arte moderna presenta ‘nudità e porzioni di pelle eccessive'”, ha dichiarato Giusti in una nota.

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