“Che belle le magliette amaranto, simbolo della rinascita civile”: la lettera di Nicola Zingaretti ai Ragazzi del Cinema America

In una lettera pubblicata da Repubblica sabato 3 agosto, il presidente della Regione Lazio ringrazia il collettivo dei ragazzi del Cinema America per la forza rivoluzionaria della loro rassegna estiva

Di Marta Vigneri
Pubblicato il 3 Ago. 2019 alle 16:51 Aggiornato il 5 Ago. 2019 alle 10:15
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Immagine di copertina

La lettera di Zingaretti ai ragazzi del Cinema America

“Caro direttore, sono molto belle le magliette dei ragazzi del Cinema America, Rosso Amaranto”, sono le parole con cui il segretario del Partito democratico e presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti apre la lettera a Repubblica dedicata ai ragazzi del Cinema America, pubblicata dal quotidiano sabato 3 agosto 2019.

Le magliette per Zingaretti “ricordano d’istinto Roma, la sua storia, i suoi colori. Sono magliette che rappresentano una forma moderna di civiltà in un tempo in cui ‘l’incivile’ sembra prevalere. E che a indossarle e proporle sia una nuova generazione non può che far ben sperare”.

Da piazza di San Cosimato a Trastevere al porto turistico di Ostia, passando per il casale della Cervelleta di Tor Sapienza, quest’estate il collettivo dei ragazzi del piccolo America ha organizzato 104 proiezioni e attratto circa 100 mila spettatori in un mese di rassegna, dal 1 luglio al 1 agosto 2019. E venduto 7mila delle magliette distintive della loro associazione, nata nel 2012 dall’occupazione dello storico Cinema America di Trastevere.

Durante l’estate alcuni dei ragazzi che indossavano la maglietta rosso amaranto sono stati aggrediti per strada, a Roma e in provincia, perché accusati di rappresentare, con quella maglietta, l’antifascismo. Nicola Zingaretti scrive così una lettera in difesa dell’iniziativa dei giovani e delle loro magliette, simbolo di cultura, tenacia, forza e potenza.

“La storia di questo gruppo parte da un’occupazione illegale di una sala storica, diventata però il simbolo di una rinascita culturale: la città non può essere solo strade, uffici e negozi. La città  è anche, e soprattutto, relazioni umane che s’intrecciano tra le persone. Per questo i luoghi culturali sono preziosi ed è fondamentale vigilare sul loro valore sociale. I ragazzi del Cinema America lo hanno fatto”, dice Zingaretti, che appoggia l’evento ufficialmente con il patrocinio della Regione Lazio.

“Ma soprattutto, e questo li rende immensi, hanno accettato la sfida della legalità. Hanno lottato, e continuano a farlo, senza cedere sui valori e sui loro obiettivi, primo tra tutti il diritto a produrre cultura”.

“I problemi che hanno trovato nel rapporto con lo ‘Stato’ sono stati indicibili”, continua il segretario del Pd, riferendosi alle numerose difficoltà burocratiche a cui i giovani sono andati incontro per proiettare i film nella piazza di Trastevere, e alle intimidazioni subite durante l’estate.

“C’è stato, e c’è ancora, chi infastidito ha fatto di tutto per fermarli, ma questi ragazzi anche quest’anno hanno vinto. L’edizione 2019 è finita. Hanno organizzato serate bellissime, e reso la città più ricca umana, viva e civile. L’edizione di quest’anno è stata segnata da aggressioni e violenze che portano il marchio dell’intolleranza neofascista. Non è un caso: è la paura. Non hanno scalfito la riuscita dell’edizione, ma hanno confermato che quella maglietta da fastidio. Perché è diventata un simbolo positivo, non banale, di possibile potente riscossa civile”.

“Rappresenta la forza rivoluzionaria che può avere la cultura per stimolare la criticità e la consapevolezza delle persone”, scrive ancora il presidente della Regione Lazio, e conclude:

“Per tutto questo dobbiamo dire ai ragazzi del Cinema America semplicemente grazie e complimenti”.

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