Vittorio Sgarbi in rianimazione, la rabbia della figlia Evelina: “Colpa di chi lo ha esibito tutta l’estate”
Il critico d'arte ricoverato per un'insufficienza respiratoria: le sue condizioni sono "critiche ma stabili"
Sono “critiche ma stabili” le condizioni di Vittorio Sgarbi, ricoverato in terapia intensiva al policlinico Agostino Gemelli di Roma. Il critico d’arte, 74 anni, è stato ricoverato per un’insufficienza respiratoria causata, sembrerebbe, da un’infezione polmonare dovuta a un batterio. Un quadro clinico reso ancora più delicato dai problemi di salute dell’ex sottosegretario alla Cultura. Le prossime 48 ore saranno decisive per valutare la risposta alla terapia intrapresa dai medici e avere un quadro più caro della situazione.
Nel pomeriggio di giovedì 1 ottobre, all’ospedale romano è arrivata anche la figlia Evelina, che nei mesi scorsi ha presentato un’istanza per la nomina di un amministratore di sostegno poiché il padre “non sarebbe più in grado di seguire i propri interessi”. “Sono sconvolta. L’ho trovato in una condizione di sofferenza estrema, che mi ha devastato la mente e che rimarrà in modo indelebile conficcata nel mio cuore” ha dichiarato Evelina Sgarbi che poi è tornata sulla questione legale: “Purtroppo il mio grido di dolore non è stato ascoltato in tempo”. La donna, quindi, punta il dito su chi è stato vicino al padre nell’ultimo periodo: “Io oggi mi ritrovo con mio padre in rianimazione circondato dalle stesse persone che lo hanno trascinato ed esibito tutta l’estate, incuranti dello stress e della fatica immane a cui hanno sottoposto un fisico già fortemente debilitato da tutte le patologie in corso. Ora cosa posso fare per poter salvare mio padre?”.