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Il nome italiano, i 5mila euro di paghetta dalla mamma e l’arrivo in barca: tutti i misteri del killer di Villa Pamphili

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Non solo Rexal Ford: l'uomo, in Italia, era noto con il nome di Matteo Capozzi

Charles Francis Kaufmann alias Rexal Ford in Italia era conosciuto con il nome di Matteo Capozzi: è solo l’ultimo colpo di scena riguardante il killer di Villa Pamphili. Lo statunitense, che all’anagrafe di Malta risulta celibe e senza figli, sarebbe arrivato in Italia clandestinamente attraverso un’imbarcazione privata. Il 46enne, che negli Usa era stato arrestato cinque volte per violenza domestica e aggressioni, secondo i flussi di denaro utilizzati riceveva una paghetta dai suoi genitori, in particolare dalla madre, purché non tornasse a casa. È quanto dichiarato dal cameraman inglese, Paddy Barroman, che a Il Messaggero ha dichiarato: “Riceveva un pagamento mensile dai suoi genitori tra i 5.000 e i 6.000 dollari come parte di un accordo privato per tenerlo lontano da casa loro. Non era un produttore, almeno non in senso stretto. Era un vagabondo, che viveva di un fondo fiduciario, usando l’illusione di un progetto cinematografico per mantenere vivo l’interesse della gente, per avere una casa e per sentirsi importante”.

Kaufmann/Ford avrebbe viaggiato in Russia, Nuova Zelanda, Inghilterra e Malta. Ed è proprio sull’isola che dovrebbe aver conosciuto la donna ritrovata poi morta nel parco di Roma. A La Repubblica un amico della coppia, che vive a Malta, ha raccontato: “Abbiamo bevuto insieme qualche sera. Mi sembrava un alcolizzato, ricordo che una volta ha mangiato il pesce con tutta la lisca. Sono rimasto scioccato, era fuori di testa”. La coppia viveva al 78 di Jacob Triq Nadur. “L’ho conosciuto nel maggio del 2023. L’ho visto poche volte ma non con lei. Il suo nome era Rexal” ha raccontato una testimone sempre al quotidiano. E ancora: “Lei passeggiava con la bambina dentro un passeggino, non so il suo nome. Ricordo che l’ho incontrata tra l’ottobre e il dicembre del 2024. Non sembrava felice”.

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