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2,6 milioni di morti e 118 milioni di casi: un anno fa l’Oms dichiarava il Covid-19 una pandemia

Di Lara Tomasetta
Pubblicato il 12 Mar. 2021 alle 07:53 Aggiornato il 12 Mar. 2021 alle 10:25
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Credit: Ansa foto

Un anno fa l’Oms dichiarava il Covid-19 una pandemia

“Nei giorni e nelle settimane a venire, prevediamo che il numero di casi, il numero di decessi e il numero di paesi colpiti aumenteranno ancora di più. L’OMS ha valutato questo focolaio 24 ore su 24 e siamo profondamente preoccupati sia dai livelli allarmanti di diffusione e gravità, sia dai livelli allarmanti di inazione. Abbiamo quindi valutato che COVID-19 può essere caratterizzato come una pandemia. Pandemia non è una parola da usare con leggerezza o disattenzione”.

Era l’11 marzo 2020 e l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) dichiarava che il Covid-19 era diventato una pandemia. Oggi, a un anno dall’inizio ufficiale della pandemia ci sono quasi 118 milioni di persone che hanno avuto o hanno il coronavirus Sars-Cov-2, di cui più di 3 milioni in Italia, e complessivamente 2 milioni e 600mila decessi in tutto il mondo.

All’epoca il capo dell’Oms ringraziava l’Iran, l’Italia e la Corea del Sud per le misure prese per contrastare le epidemie. L’Italia è stata infatti il primo paese in Europa fortemente colpito: una sfida che ci colse impreparati e inermi di fronte alle migliaia di contagi e alle morti che misero in ginocchio il sistema sanitario italiano, specie nel Nord Italia. Come non ricordare i primi errori, che costarono tanto a zone come la provincia di Bergamo: la mancata zona rossa ad Alzano Lombardo e Nembro (qui l’inchiesta). E poi il lockdown: l’11 marzo 2020 in Italia era già in vigore il primo dei dpcm dell’ex premier Conte, con cui si decretava che l’intera Italia era “zona protetta”.

Secondo Maria van Kerkhove, l’annuncio dell’Oms rappresentava già la massima allerta sanitaria o “il più elevato livello possibile in base al diritto internazionale” responsabile tecnico dell’Organizzazione per la crisi Covid-19. Anche Michael Ryan, direttore esecutivo del Health Emergencies Programme dell’Oms, ha dichiarato che tale livello di intervento era il “più elevato possibile” in base a un accordo raggiunto tra gli Stati membri dell’ Oms. “È un accordo raggiunto legalmente tra tutti gli Stati membri di questo pianeta, stabilendo il fattore scatenante per un’azione collettiva in risposta al contenimento di un’epidemia”, ha spiegato il funzionario dell’Oms. “Forse dovevamo gridare più forte”, ha aggiunto Ryan.

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