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“Ci picchiano sui genitali”: suore di un asilo condannate a due anni

Di Cristiana Mastronicola
Pubblicato il 15 Apr. 2019 alle 09:20
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Immagine di copertina
La suore erano state sospese dall'insegnamento a giugno 2018

Quattro suore sono state condannate per maltrattamenti sui minori e intralcio alla giustizia. Lo scorso giugno le suore sono state sospese dalla loro attività di educatrici in un asilo di San Marcellino, in provincia di Caserta, l’Istituto paritario Santa Teresa del Bambin Gesù.

Al termine del rito abbreviato, il giudice per le udienze preliminari del tribunale di Napoli Nord Nicola Paone ha condannato a due anni le quattro consorelle. Le suore, due filippine di 47 e 54 anni, un’indonesiana di 34 e la madre superiora, Anna Porrari, di 76, sono state condannate a due anni.

A compiere i maltrattamenti sui bambini dell’asilo di San Marcellino sarebbero state le tre consorelle, di origine filippina e indiana. La madre superiora, però, è la responsabile della gestione dell’asilo e quindi è stata riconosciuta colpevole dal tribunale di Napoli Nord. Inoltre la 76enne avrebbe tentato di comprare il silenzio di una delle madri dei bambini vittime delle violenze delle suore.

La storia di maltrattamenti è venuta a galla quando alcuni bambini dell’asilo Santa Teresa del Bambin Gesù avevano rivelato alle loro madri quanto accadeva tra i corridoi dell’istituto che frequentavano. A quel punto è scattata la denuncia dei genitori dei bambini maltrattati, mentre tanti altri continuavano a restare increduli di fronte alla vicenda, ritenendo le tre suore tenere e dolci con i bambini.

A incastrare le tre, però, sono state le immagini girate dalle telecamere, oltre alle intercettazioni ambientali. Tra aprile e maggio di un anno fa, cinque bambini, tutti tra i tre e i cinque anni, sono stati oggetto dei maltrattamenti delle consorelle. I genitori si sono accorti che qualcosa non andava quando i piccoli hanno iniziato a cambiare umore.

Botte sulla testa, spintoni, schiaffi, tirate di capelli e manine schiacciate contro i banchi. Ma non solo: i bambini ricevevano percosse nelle parti intime. I più vivaci venivano segregati nelle stanze buie per punizione.

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