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Notti magiche di stelle cadenti: dal 26 giugno sono visibili gli “sciami di meteore”

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Dopo l’eclissi anulare di sole e l’eclissi penombrale, un altro evento astronomico ci terrà tutti con il naso all’insù nelle prossime serate. L’estate è appena cominciata e in tanti stanno già attendendo l’appuntamento del 10 agosto, la notte di San Lorenzo, quando il cielo si veste della luce delle stelle cadenti, ma in realtà anche le prossime serate di fine giugno potranno regalare uno spettacolo unico. Due sciami di meteore dovrebbero poter essere osservati a occhio nudo grazie all’assenza della Luna, con centinaia di stelle cadenti che scenderanno dal cielo, anche ogni ora.

Il nostro satellite, d’altronde, il 21 giugno ha raggiunto la fase di novilunio, il che significa che sarà scarsamente luminoso, oltre al fatto che va a scomparire nel corso della prima parte della notte, attorno alle 23.30, rendendo l’oscurità del cielo perfetta per l’osservazione delle meteore. Le Bootidi di giugno, questo il loro nome, raggiungeranno il picco di luminosità tra il 26 e il 28 giugno: si tratta, come spiegato dall’Unione Astrofili Italiani, di una corrente di meteore molto irregolare ricomparsa dopo un lungo periodo di inattività nel 1998, quando il nostro pianeta si è trovato di passaggio in una nube di residui della cometa Pons-Winnecke. Ma a che ora sarà possibile osservare il passaggio di questi sciami di meteore? Nelle ore che precedono la mezzanotte, fino a quelle prima dell’alba. “Il radiante delle Bootidi di giugno, osservabile tutta la notte, raggiunge la massima altezza a oltre 80° sopra l’orizzonte dopo il crepuscolo serale e via via calante fino all’alba”, ha infatti chiarito sempre l’Uai. E in quale direzione sarà necessario guardare? Innanzitutto bisogna cercare la costellazione del Boote, in alto nel cielo, perché è da lì che dovrebbero partire le stelle cadenti, successivamente visibili a Nord-Ovest. Per quanto riguarda invece le Scorpidi-Sagittaridi, queste potranno essere osservate nella notte tra il 27 e il 28 giugno molto facilmente grazie alla luce di Giove e Saturno, vicini alla costellazione del Sagittario.

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