Icona app
Leggi TPI direttamente dalla nostra app: facile, veloce e senza pubblicità
Installa
Banner abbonamento
Cerca
Ultimo aggiornamento ore 18:22
Immagine autore
Gambino
Immagine autore
Telese
Immagine autore
Mentana
Immagine autore
Revelli
Immagine autore
Stille
Immagine autore
Urbinati
Immagine autore
Dimassi
Immagine autore
Cavalli
Immagine autore
Antonellis
Immagine autore
Serafini
Immagine autore
Bocca
Immagine autore
Sabelli Fioretti
Immagine autore
Guida Bardi
Home » Cronaca

Sardegna, il sindaco “vieta” le chat delle mamme su WhatsApp

Immagine di copertina

Sardegna, il sindaco “vieta” le chat delle mamme su WhatsApp

Fa sorridere “l’ordinanza”, provocatoria e ironica, del sindaco di Desulo, comune del centro della Sardegna di duemila anime, che ha imposto il divieto assoluto di creare e utilizzare i gruppi WhatsApp in vista dell’avvio del nuovo anno scolastico, previsto sull’isola per il 22 settembre. Una situazione che quest’anno è all’insegna dell’incertezza, con le norme di distanziamento da rispettare a causa del Covid, tra mascherine obbligatorie e banchi monoposto.

Con un post su Facebook il sindaco Gigi Littarru ha quindi ironicamente vietato l’uso di gruppi e chat in cui – soprattutto le mamme – ma ”pure nonne, zie e maestre”, diffondono non solo informazioni ufficiali, ma “pettegolezzi, fake news, allarmismi, preoccupazioni eccessive”. Per i trasgressori è previsto il sequestro dello smartphone. Inutile poi il ricorso al Tar, perché “Il sindaco ha sempre ragione”. Ovviamente, anche se qualcuno inizialmente non l’aveva capito, si trattava di una provocazione e non di una vera ordinanza.

“Non è stata un’idea mia, ma di un mio amico, l’ex sindaco piemontese di Galliate, Davide Ferrari. L’ho vista, mi è sembrata appropriata e divertente e l’ho copiata sulla mia pagina. Da allora chiamate e commenti continui…”, ha confessato il primo cittadino di Desulo. “La chat è uno strumento utilissimo e lo uso con piacere in prima persona per le comunicazioni del Comune. Nel periodo di chiusura da pandemia è stato di certo indispensabile per far arrivare disposizioni e ordinanze a tutte le famiglie. Ma sappiamo che è molto pericoloso: se le notizie non sono verificate, corrette, la propagazione diventa incontrollabile con effetti dannosi”, ha aggiunto Littarru intervistato da Repubblica.

A chi invece lo ha criticato e accusato di sessismo per il riferimento nella sua finta ordinanza ai “genitori di sesso femminile”, il sindaco sardo replica: “Assolutamente non è questione di genere, vale pure per i padri. È un atteggiamento trasversale di lettura, comprensione e utilizzo superficiale tanto che in alcuni gruppi, come quello che unisce i sindaci sardi, ora solo gli amministratori possono inviare messaggi e allegati”.

Leggi anche: Il sindaco Pd di Pozzallo a TPI: “Il governo ha sottovalutato il problema migranti in Sicilia”

Ti potrebbe interessare
Cronaca / Single, vedovi, divorziati: nel mondo aumentano le persone che vivono da sole
Cronaca / Una solitudine di massa: perché siamo più liberi ma anche più fragili
Cronaca / Essere madri oggi, in un Paese che non ci vede
Ti potrebbe interessare
Cronaca / Single, vedovi, divorziati: nel mondo aumentano le persone che vivono da sole
Cronaca / Una solitudine di massa: perché siamo più liberi ma anche più fragili
Cronaca / Essere madri oggi, in un Paese che non ci vede
Cronaca / Educare i propri figli alla città o alla natura? Due modelli a confronto
Cronaca / Single e felici di esserlo: “Perché abbiamo scelto di restare soli”
Cronaca / Democrazia domestica e social: la rivoluzione dei genitori Millennials
Cronaca / Scegliere la semplicità è un atto di resistenza
Cronaca / Questo modello di vita ci ha resi soli. Ma è ancora possibile vivere in modo diverso
Cronaca / L’Italia non è un Paese per giovani
Cronaca / I social uccidono i legami stabili? Chiara Saraceno a TPI: “Le relazioni hanno bisogno di luoghi, tempi e occasioni per svilupparsi”