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Sardegna, il sindaco “vieta” le chat delle mamme su WhatsApp

Di Antonio Scali
Pubblicato il 3 Set. 2020 alle 19:49
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Sardegna, il sindaco “vieta” le chat delle mamme su WhatsApp

Fa sorridere “l’ordinanza”, provocatoria e ironica, del sindaco di Desulo, comune del centro della Sardegna di duemila anime, che ha imposto il divieto assoluto di creare e utilizzare i gruppi WhatsApp in vista dell’avvio del nuovo anno scolastico, previsto sull’isola per il 22 settembre. Una situazione che quest’anno è all’insegna dell’incertezza, con le norme di distanziamento da rispettare a causa del Covid, tra mascherine obbligatorie e banchi monoposto.

Con un post su Facebook il sindaco Gigi Littarru ha quindi ironicamente vietato l’uso di gruppi e chat in cui – soprattutto le mamme – ma ”pure nonne, zie e maestre”, diffondono non solo informazioni ufficiali, ma “pettegolezzi, fake news, allarmismi, preoccupazioni eccessive”. Per i trasgressori è previsto il sequestro dello smartphone. Inutile poi il ricorso al Tar, perché “Il sindaco ha sempre ragione”. Ovviamente, anche se qualcuno inizialmente non l’aveva capito, si trattava di una provocazione e non di una vera ordinanza.

“Non è stata un’idea mia, ma di un mio amico, l’ex sindaco piemontese di Galliate, Davide Ferrari. L’ho vista, mi è sembrata appropriata e divertente e l’ho copiata sulla mia pagina. Da allora chiamate e commenti continui…”, ha confessato il primo cittadino di Desulo. “La chat è uno strumento utilissimo e lo uso con piacere in prima persona per le comunicazioni del Comune. Nel periodo di chiusura da pandemia è stato di certo indispensabile per far arrivare disposizioni e ordinanze a tutte le famiglie. Ma sappiamo che è molto pericoloso: se le notizie non sono verificate, corrette, la propagazione diventa incontrollabile con effetti dannosi”, ha aggiunto Littarru intervistato da Repubblica.

A chi invece lo ha criticato e accusato di sessismo per il riferimento nella sua finta ordinanza ai “genitori di sesso femminile”, il sindaco sardo replica: “Assolutamente non è questione di genere, vale pure per i padri. È un atteggiamento trasversale di lettura, comprensione e utilizzo superficiale tanto che in alcuni gruppi, come quello che unisce i sindaci sardi, ora solo gli amministratori possono inviare messaggi e allegati”.

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