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Covid, le Regioni vogliono fare i tamponi solo ai sintomatici: insorgono gli scienziati

Di Lara Tomasetta
Pubblicato il 26 Ott. 2020 alle 11:59
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Immagine di copertina
Tamponi drive-in Credits: ANSA

I casi di Covid-19 aumentano in modo esponenziali, star dietro a questi numeri è divenuto quasi impossibile, tanto quanto ipotizzare di poterli tracciare tutti. E così dalle Regioni arriva la proposta per riformare il sistema di tracciamento usato fin qui che consisteva nell’individuare i positivi e poi rapidamente tutti i loro contatti per evitare che contagiassero a loro volta altre persone e così via. Ma tra code al drive in, laboratori sotto stress e personale distrutto i presidenti delle Regioni chiedono un cambio di passo: l’epidemia ha raggiunto numeri tali che non ha senso inseguire tutti gli asintomatici, eseguiamo i tamponi solo ai sintomatici e ai contatti più stretti.

La svolta è contenuta sia in una lunga lettera firmata dal capo della Conferenza delle Regioni Stefano Bonaccini e indirizzata al ministro della Salute Roberto Speranza, sia nelle osservazioni all’ultimo Dpcm rivolte allo stesso ministro, al suo collega per gli Affari regionali Francesco Boccia e al presidente del Consiglio Giuseppe Conte. “Al fine di rendere sostenibile il lavoro delle Asl/Regioni si dovrebbe destinare i tamponi solo ai sintomatici e ai familiari e conviventi” si legge in questo ultimo documento.

Un proposta sostenuta anche da una parte degli scienziati, ad esempio il professor Giorgio Palù, che però divide e crea spaccature anche al ministero della Salute: secondo i tecnici il tracciamento deve continuare, pur con mille difficoltà, semmai bisogna limitare una quota di test inappropriati.

Tra gli scienziati, in molti non credono nella scelta di limitare i tamponi solo a chi ha i sintomi. Il professor Luca Richeldi, membro del Comitato tecnico scientifico, l’altro giorno ha spiegato: “Sarebbe un passo in indietro, torneremmo alle lacune della prima fase quando si faceva il test solo ai sintomatici”. L’epidemiologo Pier Luigi Lopalco, oggi assessore alle Politiche sanitarie della Regione Puglia, va addirittura oltre: “Se proprio dobbiamo scegliere, dovremmo fare i molecolari agli asintomatici. Voglio dire: in questa emergenza, chiunque abbia i sintomi del Covid andrebbe seguito e curato, dando per appurato che ha quella malattia. Allo stesso modo non dobbiamo rinunciare a tracciare tutti i contatti, anche se asintomatici, con il tampone. In altri termini: dobbiamo sempre allargare il cerchio, seguire i contatti, altrimenti l’epidemia sfugge”.

“Sarebbe una catastrofe”: così il virologo Andrea Crisanti ha commentato la proposta delle Regioni di tamponare solamente i sintomatici, escludendo gli asintomatici dal tracciamento sui positivi al Covid. “Non ho mai visto un simile concentrato di demagogia e populismo – dichiara l’ordinario di Microbiologia dell’Università di Padova – Le Regioni vogliono scaricare la responsabilità di questo disastro e chiedono al governo di certificare la loro assoluzione”. Secondo Crisanti infatti “escludere gli asintomatici dal tracciamento è una catastrofe annunciata. Sono irresponsabili”.

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