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Balle, solo balle: nessuna revoca al provvedimento della prof di Palermo

Di Giulio Cavalli
Pubblicato il 27 Mag. 2019 alle 11:10 Aggiornato il 27 Mag. 2019 alle 11:17
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Immagine di copertina

Professoressa sospesa Palermo – Ve la ricordate la storia della professoressa di Palermo sospesa per 15 giorni per un lavoro realizzato dagli alunni dell’Istituto Tecnico Vittorio Emanuele III? Sì? Ve lo ricordate che il ministro dell’inferno Salvini disse che si augurava di vederla tornare presto in cattedra?

“Il provvedimento punitivo sarà rivisto, è stata una mia richiesta e di Bussetti, che parlerà con il provveditore”, disse Salvini, sempre pronto a cavalcare la cronaca come se la politica non fosse nient’altro che un lungo commento a ciò che succede nel Paese piuttosto che governarlo.

C’era stata anche una bella foto, del ministro Bussetti, Salvini, la professoressa e un altro paio di persone che avrebbe dovuto certificare la pace avvenuta e che ha convinto tutti, sempre ovviamente in foto come in un grande social politico che si nutre di photo opportunity piuttosto che di gesti concreti.Ecco, ancora una volta era tutto falso.

Nessuna revoca è arrivata al provvedimento, nonostante le facce sorridenti e ora addirittura la vicenda rischia di finire in tribunale.Lo scrivono nero su bianco quelli dell’Anief, l’Associazione Sindacale Professionale dei docenti secondo i quali tutto “è servito solo a dare visibilità ai ministri Matteo Salvini e Marco Bussetti l’incontro di giovedì scorso con Rosa Maria Dell’Aria: non ci sarà nessun ritiro della sospensione per 15 giorni dal servizio, come annunciato al termine di quell’incontro”.

E anche i legali della professoressa confermano che dal ministero non si sia fatto sentire nessuno e che quindi non ci sia proprio nulla di rientrato. “Fino a questo momento – dicono gli avvocati Fabrizio La Rosa e Alessandro Luna – non si è fatto sentire nessuno dal Ministero, riteniamo dunque che non si possa parlare di pace fatta e di tutto rientrato”.

Anief chiede anche “che entrambi i ministri riferiscano in Parlamento come sono andati i fatti. È incredibile che una docente venga sospesa per due settimane senza che a Roma nessuno ne sapesse nulla. E poi, sull’onda dell’indignazione della scuola e dell’opinione pubblica, caso strano a pochi giorni dal voto per il rinnovo del Parlamento europeo, si annunci l’intenzione di rimediare all’errore da chi sosteneva di non averne i poteri. Ma poi non si fa nulla per dare seguito a tale impegno”.

Lei la professoressa, rimane in bilico dopo essere stata messa in bella mostra. Ma per l’ennesima volta siamo alle solite: parole, promesse, tweet, fotografie e poi più nulla. L’importante non è fare ma far credere. E sembra che tutto funzioni.

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