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Poliziotto sottoposto a un test psichiatrico per capire se fosse gay: condannato il Ministero

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Era stato sottoposto a un esame psichiatrico per verificare se fosse omosessuale. Ora un agente scelto di polizia penitenziaria ha presentato un ricorso al Tar del Piemonte ottenendo un indennizzo di 10 mila euro per “danno morale”. A pagare la somma dovrà essere il ministero della giustizia. I test erano stati ordinati dopo una segnalazione (risultata falsa) di due detenuti nel carcere dove l’agente prestava servizio. Il Tar nella sentenza ha rilevato che venne messa in dubbio l’idoneità al lavoro del poliziotto “veicolando l’idea per cui l’omosessualità attribuitagli potesse essere un disturbo della personalità”.

L’amministrazione penitenziaria impose al poliziotto il test per “fare chiarezza” sulla sua personalità. Tuttavia secondo il Tar del Piemonte la decisione fu “arbitraria e priva di fondamento giuridico oltreché tecnico-scientifico”. Si trattò infatti di una “indebita sovrapposizione” tra orientamento sessuale e disturbo della personalità.

L’agente al momento del ricorso riferì ai giudici che durante il procedimento disciplinare gli vennero rivolte “domande ambigue” sul suo orientamento sessuale e che successivamente fu indirizzato per “accertamenti psichiatrici” alla Commissione medica ospedaliera di Milano. Il poliziotto affermò inoltre di essere stato deriso ed emarginato dai colleghi e di avere vissuto una “forte situazione di stress”. Ovviamente i sanitari non riscontrarono elementi di inidoneità al servizio e le contestazioni di carattere disciplinare vennero archiviate.

“Italia, 2024. Un Paese dove una pubblica amministrazione costringe un dipendente a un test? per verificarne l’orientamento sessuale illustra meglio di mille trattati l’idea strisciante, e assai più diffusa di quel che si creda, che le persone gay e lesbiche non siano proprio come le altre, non propriamente degne come tutte le altre”. Così il capogruppo di Italia viva – Il Centro – Renew Europe in Commissione Giustizia al Senato, Ivan Scalfarotto. Il sindacato autonomo di polizia penitenziaria parla di “clima da Santa Inquisizione”.

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