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Palermo, 7 arresti per corruzione al Comune: comitato d’affari politici-imprese per i nuovi alloggi

Di Redazione TPI
Pubblicato il 29 Feb. 2020 alle 08:55 Aggiornato il 29 Feb. 2020 alle 12:47
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Palermo, 7 arresti per corruzione al Comune: comitato d’affari politici-imprese per i nuovi alloggi

A Palermo la Guardia di finanza e i carabinieri hanno eseguito 7 arresti per corruzione e un obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria nell’operazione “Giano bifronte”. Tra le persone sottoposte agli arresti domiciliari anche due consiglieri comunali.

Le indagini hanno consentito di ipotizzare l’esistenza di un comitato d’affari composto da imprenditori e professionisti in grado di incidere sulle scelte gestionali di pubblici dirigenti e amministratori locali, i quali avrebbero asservito la pubblica funzione agli interessi privati, in modo da consentire di lucrare indebiti e cospicui vantaggi economici nel settore dell’edilizia privata.

I reati contestati, a vario titolo, sono corruzione per un atto contrario ai doveri di ufficio, corruzione per l’esercizio della funzione e falso ideologico in atto pubblico.

Le ipotesi investigative sono state avvalorate anche dalle dichiarazioni rese dal collaboratore di giustizia, Filippo Salvatore Bisconti, imprenditore edile nell’area metropolitana di Palermo, tratto in arresto dall’Arma dei Carabinieri per associazione mafiosa il 4 dicembre 2018 (operazione Cupola 2.0) quale capo-mandamento di Misilmeri-Belmonte Mezzagno, il quale ha riferito circostanze e dinamiche interne agli uffici tecnici comunali, con particolare riguardo agli interessi coltivati per anni nel settore dell’edilizia.

Gli arresti

Le misure cautelari sono state applicate nei confronti dei consiglieri Sandro Terrani, 51 anni, membro della Commissione Bilancio, Finanza e Tributi, e Giovanni Lo Cascio, 50 anni, presidente della Commissione Urbanistica, lavori pubblici, edilizia privata e residenziale pubblica.

Ai domiciliari anche i funzionari comunali Mario Li Castri, 54 anni, già dirigente dell’Area Tecnica della Riqualificazione Urbana e delle Infrastrutture, Giuseppe Monteleone, 59 anni, di Palermo, già dirigente dello Sportello Unico Attività Produttive, il professionista Fabio Seminerio, 57 anni, di Palermo, architetto, e gli imprenditori Giovanni Lupo, 77 anni, di San Giovanni Gemini (Agrigento) e Francesco La Corte, 47 anni, originario di Ribera, rispettivamente amministratore di fatto e di diritto della Biocasa Srl (con sede a Palermo) attiva nel settore edilizio.

All’architetto Agostino Minnuto, 60 anni, originario di Alia (Palermo), è stato notificato l’obbligo di presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria.

Nel corso del 2016, Seminerio e soggetti a lui riconducibili hanno presentato – per conto di numerosi imprenditori – tre progetti per la lottizzazione di aree industriali dismesse del Comune di Palermo (via Maltese, via Messina Marine e via San Lorenzo) e conseguente realizzazione di 350 unità abitative di edilizia sociale residenziale convenzionata. Per derogare al piano regolatore generale era necessario che il Consiglio Comunale attestasse il pubblico interesse di tali iniziative.

L’operazione è stata eseguita dalle fiamme gialle del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria e dai militari dell’Arma del Reparto Operativo – Nucleo Investigativo, coordinati dalla procura.

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