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Home » Cronaca

Migrante si getta in mare dalla nave-quarantena Moby Zazà e muore

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Un migrante tunisino a bordo della nave da quarantena “Moby Zazà” alle 4,25 di mercoledì 20 maggio si è gettato in acqua. L’uomo è stato ritrovato morto. La nave è in sosta presso la rada di porto Empedocle (Agrigento) e ospita circa 78 migranti. Il corpo senza vita di Bilal Ben Messaud – questo il nome del tunisino di 28 anni – è stato ritrovato a pochi metri dalla battigia di San Leone ad Agrigento con indosso un giubbotto di salvataggio. Un dettaglio questo che lascerebbe ipotizzare un tentativo di fuga da parte del giovane che s’è lanciato dal ponte “6”, da un’altezza di circa 15 metri.

Un’ipotesi però in contrasto con quanto verificato dalla Procura di Agrigento che ha incaricato la Gdf di occuparsi delle indagini. Difficile pensare, affermano gli investigatori, che il giovane tunisino abbia voluto raggiungere a nuoto la costa agrigentina anche perché le condizioni del mare sono proibitive: forza 5. Sulla vicenda la Procura della Repubblica di Agrigento, con a capo Luigi Patronaggio, ha aperto un’inchiesta, affidata al pm Sara Varazi, delegando per le indagini la Guardia di Finanza. Ieri era stata evacuata dalla nave una donna di 32 anni, perché in condizioni di stress.

A lanciare l’allarme “uomo in mare” sono stati i connazionali della vittima. La guardia di finanza e la capitaneria di porto hanno avviato le ricerche con le motovedette. Si sono anche alzati in volo un elicottero e un aereo della guardia costiera. La nave-quarantena “Moby Zazà” era tornata in rada a Porto Empedocle. A bordo ci sono, in due aree distinte, i 53 migranti imbarcati venerdì scorso e i 68 che sono stati caricati a Lampedusa. Ieri, tutti gli extracomunitari presenti erano stati sottoposti a tampone rino-faringeo. I test vengono effettuati, e trasferiti al laboratorio di Palermo, subito dopo l’imbarco dei migranti. Con loro anche 35 operatori sanitari della Croce rossa.

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