“Vogliono strapparmi via mio figlio”: a TPI lo sfogo di una mamma accusata di ‘alienazione genitoriale’

TPI ha raccolto lo sfogo di Laura Massaro, una donna di Ostia che sta combattendo per evitare di perdere il figlio di 9 anni. La donna è accusata di aver provocato nel suo bambino la cosiddetta “alienazione genitoriale”

Di Lara Tomasetta
Pubblicato il 29 Ott. 2019 alle 16:50 Aggiornato il 29 Ott. 2019 alle 17:05
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A TPI lo sfogo di una mamma accusata di ‘alienazione genitoriale’

“La situazione è iniziata dopo che mi sono separata da mio marito per una situazione di violenza domestica. Ho sporto delle denunce a vario titolo nei confronti del mio ex e di alcuni operatori che si sono interfacciati in questa vicenda. Le denunce non sono mai state prese in considerazione. Io non sono mai stata ascoltata da un pm e praticamente da vittima sono diventata carnefice”.

Inizia così il lungo sfogo di Laura Massaro, una donna di Ostia che a TPI racconta la sua lunga vicenda che potrebbe a giorni concludersi con l’allontanamento del figlio.

Come infatti ci spiega la mamma romana da anni sta combattendo per evitare di perdere il figlio di 9 anni. Il padre del piccolo ne ha infatti chiesto a più riprese l’affido esclusivo o, in alternativa, l’affido a una comunità per minori. Una pretesa che – secondo quanto dichiarato dalla donna – avrebbe come unica motivazione quella della vendetta nei suoi confronti.

Laura Massaro è accusata di aver provocato nel suo bambino la cosiddetta “alienazione genitoriale”: una sindrome che, secondo alcuni studi, colpisce i minori cresciuti in contesti familiari difficili.

Per i giudici Laura, alimentando un clima di conflittualità, non avrebbe aiutato il minore. Perciò Il Tribunale ha predisposto che il bambino vada a vivere con il papà, che la Massaro negli anni precedenti ha denunciato per stalking. Sarà seguito da un’assistente sociale. E se l’esperimento non funzionerà, andrà in una casa famiglia.

Al centro del dibattuto l’alienazione parentale addotta come motivazione, senza però mai citarla esplicitamente, da parte del Tribunale dei minorenni di Roma per decidere l’allontanamento del bambino.

“A seguito di una perizia redatta da una psicologa incaricata dal tribunale, io sono stata definita una madre alienante, ovvero la paura che mio figlio nutre nei confronti del padre non dipende dai comportamenti del padre nei confronti del figlio, ma secondo loro, da me. Sono stata ritenuta per anni una mamma idonea, abbiamo i servizi sociali che monitorano da 2014, e a oggi invece mio figlio mi viene strappato solo sulla base della relazione di questa psicologa. Psicologa che io ho querelato e ha un procedimento penale pendente”, racconta Laura.

“Mio figlio è terrorizzato, ho dovuto dirgli che poteva succedere questa cosa, il decreto dell’11 ottobre è immediatamente esecutivo, quindi in qualsiasi momento le forze dell’ordine possono venire con una pediatra e portarlo via. Noi dall’11 ottobre a oggi siamo in un limbo, non sappiamo cosa dobbiamo aspettarci. Sono anni che chiede di essere lasciato in pace e restare a vivere con me, ha sempre dichiarato le sue volontà a tutti. Nessuno lo ha ascoltato”.

“Io sono disperata. Faccio appello ai politici che sono stati coinvolti e che si sono spesi per la mia vicenda. Risultati concreti non ci sono stati purtroppo. Ho presentato ricorso in corte d’appello, ma il decreto di allontanamento non è stato neanche sospeso. Mi rivolgo alle nostre istituzioni. Ho scritto anche al presidente Mattarella. Ho chiesto che venissero inviati degli ispettori perché ci sono delle situazioni non chiare. Mio figlio ha chiesto di rimanere con me e lo sto perdendo per motivi assurdi”.

Come spiegato da Laura Massaro, del caso si sta occupando anche Veronica Giannone (ex M5S), segretario della Commissione per l’infanzia e l’adolescenza.

A TPI la deputata ha ricordato l’interrogazione urgente da lei presentata proprio sulla sindrome da alienazione parentale (pas), per rendere noto che si tratta di una motivazione ancora largamente usata nei tribunali.

Sulla pas la scienza rimane largamente divisa, non solo per quanto riguarda la definizione e le conseguenze di questo comportamento, ma sull’esistenza stessa della sindrome.

**The Post Internazionale resta a disposizione per repliche o rettifiche sul tema.

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