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V-Day, dalla sicurezza all’efficacia: l’Iss smonta le fake news sui vaccini anti-Covid

Di Niccolò Di Francesco
Pubblicato il 27 Dic. 2020 alle 11:56
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Immagine di copertina

L’Iss smonta le tante fake news in circolazione sui vaccini anti-Covid

Dai rischi per la salute all’efficacia fino alle paventate modifiche al nostro codice genetico: ecco come l’Iss, l’Istituto Superiore di Sanità, smonta le tante fake news in circolazione sui vaccini anti-Covid.

Nel giorno del V-Day, infatti, l’Iss ha pubblicato sul proprio sito internet una nuova sezione dedicata interamente al vaccino smontando tutte le notizie false che circolano sul siero anti-Coronavirus. Ecco le principali fake news raccolte sul sito e smontate punto per punto:

-“I vaccini anti Sars-CoV-2 sono stati preparati troppo in fretta e non sono sicuri”. Falso. I vaccini sono approvati dalle Autorità competenti solo dopo averne verificato i requisiti di qualità e sicurezza. L’Ema, l’Agenzia europea per i farmaci, ha approvato oggi il primo vaccino contro SARS-Cov-2.

-“In Italia i vaccini contro Sars-CoV-2 non arriveranno mai perché non sono stati ancora acquistati”. FALSO. L’Italia è stata tra i primi Paesi al mondo a opzionare le quantità di vaccini necessarie per la somministrazione a tutta la popolazione.

L’Italia infatti con Francia, Germania ed Olanda è stata tra i primi Paesi a firmare tutti i contratti formalizzati dalla UE per l’acquisizione di vaccini. L’avvio delle vaccinazioni in Italia è subordinato all’approvazione delle Autorità competenti per il loro impiego. Attualmente è stato autorizzato il vaccino a RNA prodotto da Pfizer BioNTech.

-“È inutile vaccinarsi contro il Sars CoV-2 perché il virus è già mutato e il vaccino è inefficace”. FALSO, non vi è alcuna evidenza al momento che la mutazione del virus rilevata nel Regno Unito possa avere effetti sull’efficacia della vaccinazione.

I vaccini determinano la formazione di una risposta immunitaria contro molti frammenti della proteina cosiddetta Spike, quella, per intenderci, prodotta dal virus per attaccarsi alle cellule e infettarle. Quindi anche se ci fosse stata una mutazione in alcuni frammenti della proteina Spike è improbabile che possa essere sufficiente a rendere  il vaccino inefficacie.

-I vaccini costano tanto, potranno vaccinarsi solo i ricchi. Falso, i vaccini in Italia saranno resi disponibili gratuitamente per tutti i cittadini, a partire dalle categorie individuate come prioritarie. La vaccinazione, seppur con tempi diversi, sarà offerta a tutti.

Il  vaccino a RNA è pericoloso perché modifica il codice genetico. FALSO. Il compito dell’mRNA è solo quello di trasportare le istruzioni per la produzione delle proteine da una parte all’altra della cellula, per questo si chiama “messaggero”.

In questo caso l’RNA trasporta le istruzioni per la produzione della proteina utilizzata dal virus per attaccarsi alle cellule, la proteina denominata Spike. L’organismo grazie alla vaccinazione  produce anticorpi specifici prima di venire in contatto con il virus e si immunizza contro di esso.

-Il vaccino è inutile perché l’immunità dura solo poche settimane. FALSO. La protezione indotta dai vaccini, sulla base dei dati emersi durante le sperimentazioni,  durerà alcuni mesi.

Solo quando il vaccino sarà somministrato a larghe fasce di popolazione sarà possibile verificare se l’immunità durerà un anno, come accade con l’influenza, più anni, come accade con la vaccinazione antipneumococcica  o se sarà necessario sottoporsi a richiami.ù

-Il vaccino è inutile perché non uccide il virus e non ferma l’epidemia. FALSO. Lo scopo del vaccino è quello di attivare il sistema di difesa dell’organismo contro il virus in modo che qualora dovesse venirne in contatto sia già pronto ad aggredirlo e renderlo inefficace.

-Dopo la vaccinazione potrò finalmente evitare di indossare la mascherina e potrò incontrare parenti e amici in libertà. FALSO, Anche dopo essersi sottoposti alla vaccinazione bisognerà continuare a osservare misure di protezione nei confronti degli altri, come la mascherina, il distanziamento sociale e il lavaggio accurato delle mani.

Ciò sarà necessario finché i dati sull’immunizzazione non mostreranno con certezza che oltre a proteggere sé stessi il vaccino impedisce anche la trasmissione del virus ad altri.

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