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“Demente, pezzo di m***a, animalaccio, porco”: gli insulti shock a un anziano nell’ospizio lager di Palermo

Di Marco Nepi
Pubblicato il 11 Gen. 2020 alle 08:50 Aggiornato il 11 Gen. 2020 alle 08:53
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Immagine di copertina

Insulti shock a un anziano nell’ospizio lager di Palermo

Un ospizio lager. Succede a Palermo, dove sono stati perpetuati insulti da parte degli operatori verso un uomo anziano. Parole terribili in quello che dovrebbe essere un luogo di riposo: “Deficiente, minchione, fai schifo, demente, pezzo di merda, animalaccio, porco”.

Sono solo alcune delle frasi offensive con cui l’ospite ero costretto a convivere. Il gip ha emesso cinque misure cautelari con il divieto di dimora per cinque persone che gestivano la struttura. Parolacce, vessazioni di ogni genere per un anziano affetto da demenza la cui unica colpa era quella di lamentarsi per i dolori e di essere incontinente. “Ti do un pugno in faccia, ti faccio cadere i denti, ti butto per terra”, le minacce rivolte, come si legge nell’ordinanza cautelare in possesso dell’Adnkronos.

“A conoscenza del fatto che l’anziano non avesse altri familiari, lo minacciava di cacciarlo fuori dalla struttura, oltre a prospettargli di tenerlo rinchiuso in una stanza; ignorava le sue richieste di assistenza anche minime legate ai suoi bisogni fisiologici (“ti puoi stare cacato”); lo percuoteva con schiaffi nonché facendo sbattere la sua testa contro le pareti – scrive il gip nella misura cautelare – lo immobilizzava legandolo o imbavagliandolo”. L’inchiesta è coordinata dal Procuratore aggiunto di Palermo Annamaria Picozzi.

“Sei un porco, cretino, deficiente, cosa inutile, bestia”, lo minacciava di mali fisici (“ti scripientu a testa o munì”, in dialetto siciliano), ignorava le sue richieste di assistenza con espressioni quali “muori, puoi tenertelo il dolore; crepi e ti levi di davanti – scrive il gip riportando le parole dell’operatore sanitario – picchiava l’anziano, gli tappava la bocca nonché lo costringeva a stare seduto sul water finché non avesse espletato i suoi bisogni fisiologici, ordinava di sedarlo”.

“Siamo in presenza di un ricorso continuo e sistematico alla vessazione e sopraffazione dell’anziano ospite, in danno del quale risulta instaurato un regime di vita abitualmente doloroso e avvilente, regime di vita che la persona offesa subisce impotente”, scrive il gip del Tribunale di Palermo nella misura cautelare.

“Risulta dunque ampiamente comprovato, a carico di tutti gli indagati, il delitto di maltrattamenti – conclude il gip – in danno dell’anziano. Quest’ultimo, come documentato in atti, è soggetto al quale è stata riconosciuta la condizione di ‘portatore di handicap in situazione di gravità”.

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