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Ilva Taranto, processo Ambiente svenduto: chiesti 5 anni di carcere per Nichi Vendola

Di Clarissa Valia
Pubblicato il 17 Feb. 2021 alle 17:50
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Immagine di copertina
Nichi Vendola. Credits: ANSA/CIRO FUSCO

Processo Ilva, chiesto 5 anni di carcere per Vendola e 25 anni per i fratelli Riva

Cinque anni di reclusione sono stati chiesti per l’ex presidente della Regione Puglia Nichi Vendola che è accusato di concussione aggravata in concorso nell’ambito del processo chiamato “Ambiente Svenduto” per il presunto disastro ambientale e sanitario generato secondo l’accusa dalle emissioni nocive dell’ex Ilva di Taranto negli anni di gestione della famiglia Riva. Secondo la tesi degli inquirenti, Vendola avrebbe esercitato pressioni sull’allora direttore generale di Arpa Puglia, Giorgio Assennato, per far “ammorbidire” la posizione della stessa Agenzia nei confronti delle emissioni nocive prodotte dall’Ilva.

I pm del pool per i reati ambientali della procura di Taranto hanno chiesto 28 e 25 anni di reclusione per Fabio e Nicola Riva, ex proprietari e amministratori dell’Ilva, tra i 47 imputati (44 persone e tre società) nel processo sull’inquinamento ambientale prodotto dallo stabilimento siderurgico. Sono accusati di concorso in associazione per delinquere finalizzata al disastro ambientale, all’avvelenamento di sostanze alimentari, alla omissione dolosa di cautele sui luoghi di lavoro.

Leggi anche: La vera storia del suicidio dell’Ilva: così ArcelorMittal ha spolpato Taranto (di Luca Telese)

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