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“Tanto io oggi sono morta”: Deborah Ballesio aveva scritto un libro in cui profetizzava la sua morte

Immagine di copertina
Deborah Ballesio

Femminicidio Savona libro vittima

Il femminicidio di Savona,il libro della vittima – Una storia già scritta, quella di Deborah Ballesio, la donna uccisa a colpi di pistola dal suo ex marito a Savona, sabato 13 luglio. Una storia già scritta dalla stessa Deborah, letteralmente. Perché la donna qualche anno fa aveva deciso di raccontare la sua esperienza, grazie all’aiuto di un amico giornalista e scrittore.

A riportare la notizia è il Corriere, che riporta anche uno stralcio del libro di Deborah Ballesio, scritto tre anni fa, quando la paura per quell’uomo violento che aveva denunciato già 19 volte diventava terrore di morire.

Deborah aveva denunciato 19 volte l’ex marito che poi l’ha uccisa. 19 volte. Cosa serve per mettersi al sicuro? (di G. Cavalli)

“Mi sembra di essere prigioniera e di non potermi liberare più dalla paura”, scriveva Deborah. “Mi ricordo ancora perfettamente il primo carabiniere che mi disse: “Tranquilla, lui è solo uno che parla… Non ti farà nulla… Esageri”. Ogni tanto lo guardo da quassù, mentre fa la spesa, mentre porta fuori il cane… Chissà se si ricorda di me, delle sue parole; chissà se ogni tanto pensa che sta vivendo la sua vita. Quella vita che io ora non ho più. Tanto l’avrete già capito: io oggi forse… sono morta”, si legge ancora in un passo del libro.

I racconti di paura di Deborah erano stati raccolti da Edoardo Raspelli, noto critico gastronomico oltre che ex giornalista di cronaca nera. Lo scrittore, intervistato dal Corriere, raccolta il dolore per una tragedia annunciata. La 40enne sapeva perfettamente di essere in pericolo e le paure raccolte nel libro scritto con Raspelli lo dimostrano.

Raspelli aveva ascoltato l’amica Deborah e insieme avevano messo nero su bianco quella storia turbolenta fatta di soprusi e violenza. La vittima aveva scritto un libro in cui preannunciava il femminicidio. Deborah in quelle 150 pagine custodite dallo scrittore racconta il primo incontro in cui quello che sarebbe diventato prima il marito e poi il suo assassino gli appare “decisamente bello”.

Poi il primo litigio, gli insulti, le botte. Aveva “i nervi a pezzi: i comportamenti di mio marito iniziano ad inquietarmi sul serio, comincio a farmi qualche domanda, la mattina mi sveglio sperando che lui sia di buon umore, che non abbia voglia di attaccarmi con continue accuse”, si legge nelle righe lasciate dalla donna.

Deborah non denuncia subito, poi però l’escalation di violenza raggiunge il limite: Domenico Massari dà fuoco al suo locale e lei si decide a chiedere la separazione. Ma questo non ferma il 55enne, che arriva anche a dare fuoco all’appartamento che Deborah divideva con la madre. Massari resta ustionato e gli inquirenti lo incastrano: “Sì, sono stato io”, dice lui senza pentirsi.

Poi le denunce per stalking e, finalmente, l’arresto, che, però, non ferma Domenico Massari. Ma nel libro scritto dalla vittima c’erano già tutte le avvisaglie del femminicidio che c’è stato sabato sera a Savona. Le minacce, infatti, arrivano anche dal carcere. Lei, in preda al terrore, manda una mail a Raspelli: “Edoardo, sappi che il mio ex marito tra sei mesi torna libero. Vorrei accelerare la conclusione di queste pagine. Sai come mi sento ora? Mi sembra di essere prigioniera e di non potermi liberare più dalla paura”.

Si è costituito Domenico Massari, l’uomo che a Savona ha ucciso l’ex moglie: “Non sono pentito, mi dispiace solo per gli innocenti”
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