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Dal revenge porn al caso Vannini: chi c’è davvero dietro la misteriosa società Emme Team?

Di Selvaggia Lucarelli
Pubblicato il 29 Giu. 2020 alle 18:03 Aggiornato il 30 Giu. 2020 alle 09:12
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Immagine di copertina

E quindi la società Emme Team avrebbe risolto il giallo su quali siano state tutte le parole pronunciate da Marco Vannini mentre i Ciontoli chiamavano i soccorsi. O almeno, così è sembrato l’altra sera vedendo Quarto grado, programma di cronaca nera su cui un giorno bisognerà aprire una lunga parentesi, visto che tra un Meluzzi opinionista, plastici in studio e i tweet degli spettatori che suggeriscono piste investigative da seguire, ci si chiede come sia possibile trattare un argomento delicato come la cronaca in questo modo.

Insomma, tornando all’altra sera, c’era questo avvocato napoletano, tal Salvatore Pettirossi, lì in tv in qualità di rappresentante della società americana Emme Team che consegnava al circo mediatico (perché non alla procura e basta?) lo scoop dell’anno: l’audio della telefonata al 118 isolato e ripulito grazie a una perizia di esperti Usa. Dove non erano arrivati i periti della corte, sono arrivati loro, quelli di Emme Team. E le parole, sarebbero: “Dov’è il telefono, portamelo, portami il telefono, mi fa male, mi fa male il braccio. Ti prego basta, mi fa male, portami il telefono”.

Ora, a parte che nell’audio trasmesso in tv quelle parole non si riuscivano a sentire, anche supponendo che servano delle cuffie o un udito sopraffino, la questione fondamentale è un’altra. E cioè che tutti i giornali hanno ripreso questa notizia con grande enfasi e titoloni fidandosi delle verifiche scrupolose di Quarto grado, suppongo, ma Quarto grado ha verificato chi sia Emme Team? Chi ci sia dietro? Perché io l’ho fatto, anche insospettita da un particolare a prima vista irrilevante: il logo di Emme Team. Che non sembrava esattamente professionale ma più roba di Paint 85. E la prima cosa che ho capito è che Emme Team, intesa come società, non esiste. O meglio, non se ne trova traccia, neanche uno straccio di partita Iva.

Emme Team è apparsa anche nel caso Cantone, annunciando assieme alla mamma della povera Tiziana alla stampa che tutti i video di Tiziana erano stati rimossi dalla rete grazie al loro Metodo M. E già questo, ai tempi, mi aveva lasciata perplessa.

Non solo perché garantire l’oblio parlando di un video sul web mi pare piuttosto azzardato, ma soprattutto perché questa Emme Team appariva un po’ ovunque sulla stampa, era molto promossa da Le Iene, interi articoli dedicati tra cui uno di Repubblica che spiegava: “Il metodo M si basa su un’azione legale che, attraverso l’applicazione di una legge statunitense, la digital millennium copyright (dmca), ha già permesso di far bloccare contenuti pirata e materiale pedopornografico disponibili su diversi server ubicati negli Usa…”. E poi: “Questi ‘hacker etici’ avrebbero scoperto siti pedopornografici in cui i video di Tiziana Cantone erano ancora presenti e visibili” o “Video hot privati che finiscono in siti porno e che sembrano impossibili da eliminare. Per fortuna esistono realtà come Emme Team che, sfruttando una legge americana sul diritto di autore, riescono a fermare questo incubo!”, si legge sul sito de Le Iene.

Insomma, molta stampa, molta pubblicità, molte chiacchiere, ma della società non esiste traccia. E non si sa neppure chi ne faccia parte. A Le Iene, tempo fa, va in onda il videomessaggio di un avvocato americano, Christopher Newberg, di Emme Team: “Abbiamo ricevuto migliaia di richieste per togliere video!”, dice, pubblicizzando Emme Team. È l’unico volto associato alla società di cui si ha notizia, oltre a quello dell’avvocato napoletano Pettirossi di Quarto grado e di un altro avvocato, Luciano Faraone, che ha collaborato con l’avvocato Anna Bernardini De Pace.

Solo che dopo qualche telefonata scopro un fatto interessante: la De Pace, insieme alla criminologa Roberta Bruzzone e alla psicologa Maria Rita Parsi hanno denunciato per truffa Emme Team. Emerge un quadro inquietante: Emme Team prometterebbe risarcimenti per violazioni di copyright e diritto d’autore, oltre che un proficuo lavoro di contrasto al revenge porn e alla pedopornografia. Per questi servizi, che poi non porterebbero ad alcun risultato, naturalmente si fa pagare migliaia di euro e non solo: Emme Team chiede intercessioni presso giornalisti o per ospitate tv o per incontri con importanti manager e artisti. Il tutto, con una certa capacità di far breccia nell’emotività dell’interlocutore e di generare uno stato di paura per la sicurezza dei propri dati personali.

Il referente della società Emme Team per le tre denuncianti era tale “John Peschiera” (che non esiste) e che, secondo le denuncianti, aveva inviato per la sottoscrizione del contratto un documento falso dal quale emergeva il nome Henry Iovine, nato a Milano. Nome che all’anagrafe non esiste. Il suo conto corrente era criptato.

Telefono all’avvocato napoletano Salvatore Pettirossi, quello dell’audio di Vannini a Quarto grado (sul suo sito dice di collaborare con Emme Team nella lotta al revenge porn).
Avvocato, mi può dire che società è Emme Team, visto che io non trovo nulla?
“Guardi non posso darle queste informazioni, la faccio chiamare da un responsabile della società Emme Team, sono questioni di cui si occupano loro sia per questioni di stampa che di immagine”.
Ma lei che fa l’avvocato ha verificato come me se esiste questa società?
“Certo che esiste, come no!”

È  sicuro, non esiste neppure una partita Iva…
“Le ripeto, tutte le informazioni le avrà dal rappresentante”
Ok. Chi è il rappresentante?
“La chiamerà un numero americano”
Ha un nome questo rappresentante?
“Ha un nome ma non si fanno riconoscere tranne per chi fa parte dell’Emme Team, per la privacy e i grandi interessi che ci sono in gioco”.

Ma lei è sicuro di quello che sta dicendo? È informato della denuncia che hanno ricevuto?
“Certo. Ma vedremo se è strumentale”.
Lei conosce John Peschiera e Henry Iovine?
“Le ripeto, io non posso rilasciare queste notizie”.
Però Henry Iovine non esiste all’anagrafe italiana, lo sa, no?
“Questo lo dice lei”.
Se l’ha trovato, mi aiuti.
“Senta, l’esito della denuncia lo deciderà il pubblico ministero”.

Al momento la Emme Team non mi ha richiamata. Sarà colpa del fuso orario, magari John Peschiera dorme ancora. Telefono all’avvocato AnnaMaria Bernardini De Pace chiedendole un commento sulla vicenda Emme Team: “Un’esperienza drammatica che spero di dimenticare”.

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