La creator di Onlyfans accusata di non aver dichiarato 270mila euro: prendeva la disoccupazione
"Ho ricevuto 14mila euro complessivi di sussidio ma li ho restituiti tutti"
Una creator di Onlyfans è accusata non solo di aver incassato la disoccupazione mentre lavorava sulla piattaforma che propone contenuti per adulti attraverso la sottoscrizione di un abbonamento, ma anche di non aver nascosto al Fisco i guadagni percepiti tra il 2021 e il 2025, circa 270mila euro. Intervistata dal Corriere della Sera, Silvia, modella 27enne di Rovigo, afferma: “Ho sbagliato. Anche se le cose non stanno proprio così. Ho aperto la partita Iva, versato le tasse del 2024, e il commercialista prepara la dichiarazione dei redditi del 2025. Per gli anni precedenti, invece, vedremo di aggiustare le cose direttamente con l’agenzia delle entrate”.
La donna, poi, spiega come è approdata su Onlyfans: “Da quando ho 15 anni uso i social: foto carine e contenuti umoristici in cui mi prendo un po’ in giro. Però in tanti mi scrivevano chiedendomi di osare di più, c’era chi voleva vedermi in costume, chi mi supplicava per una foto dei piedi… A dicembre 2021 ho aperto Onlyfans”. A Silvia viene anche contestato il mancato pagamento della “tassa etica”, addizionale fiscale del 25% destinata a chi vende o produce materiale pornografico: “È uno dei passaggi che, con il mio avvocato, impugneremo: sono un’influencer, non faccio contenuti erotici”.
“Non c’è nulla di strano: tante ragazze lavorano su quella piattaforma senza spogliarsi. Nel mio caso, è la stessa base di pubblico che mi seguiva sui social tradizionali, solo che su Onlyfans, pagando circa 50 euro a contenuto, hanno un contatto diretto con me, un video in cui parlo con loro, una foto esclusiva, un messaggino di saluti… Posso indossare biancheria intima, bikini, posso essere sexy, ma sfido a trovare materiale pornografico” spiega la ragazza. Sul mancato pagamento delle tasse, invece, dichiara: “Quando ho cominciato avevo poco più di vent’anni, guadagnavo poco e non lo consideravo un vero lavoro. All’epoca non esisteva neppure un codice Ateco specifico per gli influencer, avrei dovuto figurare come videomaker o qualcosa del genere. Però lo ripeto: ho sbagliato, chiedo scusa”.
Silvia, però, ha preso anche il sussidio di disoccupazione: “Lavoravo come impiegata per un’azienda di Rovigo. Nel 2022 il contratto è scaduto, sono rimasta disoccupata e con Onlyfans ancora non guadagnavo a sufficienza per mantenermi. Così, per poco più di un anno, ho ricevuto il sussidio: 14 mila euro complessivi. Un paio di mesi fa li ho restituiti tutti”. Ora rivela di avere “un piano: spero di guadagnare abbastanza per un altro paio d’anni e poi investire in una nuova carriera. Comprerò degli appartamenti o aprirò un’agenzia per insegnare l’uso dei social a chi sogna di fare l’influencer”.