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    Varianti Covid, la situazione regione per regione: dove e quali sono le più diffuse

    Credit: Ansa
    Di Andrea Lanzetta
    Pubblicato il 2 Apr. 2021 alle 08:42

    Varianti Covid in Italia: l’aggiornamento sulla diffusione regione per regione

    In Italia aumentano i casi di contagi da Covid legati alle varianti del Coronavirus, nonostante il recente calo dell’indice di positività e il record di vaccinati in un solo giorno registrato ieri, 1 aprile 2021. A preoccupare è soprattutto la cosiddetta variante inglese, sia in tema di ospedali che di scuole. 

    Secondo l’ultima indagine condotta dall’Istituto Superiore di Sanità e dal ministero della Salute con i laboratori delle Regioni e la Fondazione Bruno Kessler, a metà marzo la prevalenza di questa variante era del 86,7 per cento a livello nazionale, con un’oscillazione tra le singole regioni compresa tra il 63,3 e il 100 per cento. Per la variante brasiliana invece la prevalenza era ferma al 4 per cento, mentre le altre – tra cui la variante sudafricana – si stimava un dato inferiore allo 0,5 per cento.

    “La variante inglese si diffonde molto più velocemente ed è diventata prevalente a livello europeo, tanto che il presidente Macron ha annunciato la zona rossa per tutta la Francia, dove per diverse giornate ci sono stati oltre 40mila casi”, ha spiegato ieri il ministro della Salute, Roberto Speranza, intervenendo al summit Coldiretti e Filiera Italia con il Governo. “Le notizie che arrivano da alcuni ospedali sono legate al passaggio della terza ondata. Nonostante l’aumento dei posti di terapia intensiva, rispetto alla prima ondata la circolazione della variante inglese ha fatto sì che vi sia stata un’occupazione generalizzata su tutto il territorio nazionale”, ha aggiunto ieri il sottosegretario alla Salute, Pierpaolo Sileri, intervenendo alla trasmissione “L’Italia s’e’ desta” su Radio Cusano Campus.

    La preoccupazione sulle varianti del Coronavirus riguarda non solo gli ospedali ma anche le scuole, che dopo Pasqua accoglieranno di nuovo gli alunni in presenza anche in zona rossa fino alla prima media. “La variante inglese si trasmette con grande efficienza tra bambini e adolescenti e questo vuol dire che la scuola rimane un serbatoio importante”, ha denunciato ieri ad Agora’ su Rai 3 il professor Massimo Galli, direttore del reparto Malattie infettive dell’ospedale Sacco di Milano. “Abbiamo una guardia abbassata in questo momento“.

    Purtroppo non è possibile costruire una mappa definita delle varianti in Italia, a causa della carenza di dati sul sequenziamento dei casi segnalati di contagio. Tuttavia è possibile offrire un quadro parziale della loro diffusione nel Paese. 

    Le varianti del Coronavirus regione per regione

    Abruzzo – La prevalenza della variante inglese in Abruzzo risulta pari all’82,5 per cento, inferiore alla media nazionale dell’86,7 per cento. Altra variante presente sul territorio regionale è quella brasiliana, la cui prevalenza è al 5 per cento, contro il 4 per cento di media nazionale.

    Basilicata – La variante inglese predomina anche in Basilicata con un dato pari al 70 per cento, anche se inferiore alla media nazionale. Negli scorsi giorni è scoppiato un focolaio di contagio relativo a questa variante in un centro di accoglienza per migranti di Corleto Perticara.

    Provincia autonoma di Bolzano – Nel territorio sono stati registrati alcuni casi di variante B.1.525, soprannominata nigeriana. Negli ultimi giorni sono stati inoltre segnalati 5 casi di variante sudafricana.

    Calabria – Anche in Calabria la variante inglese risulta predominante con una diffusione all’84,6 per cento, inferiore alla media nazionale dell’86,7 per cento.

    Campania – La variante inglese in Campania è stata identificata nell’88,9 per cento dei campioni di contagiati sequenziati, mentre quella brasiliana è stata segnalata nell’1,5 per cento dei casi.

    Emilia-Romagna – Nonostante il calo dell’incidenza, dei ricoveri e del tasso di occupazione nelle terapie intensive registrato nel corso dell’ultima settimana, la Regione registra, secondo il presidente Stefano Bonaccini, “numeri molto molto alti perché la variante inglese, preponderante, è molto più contagiosa e rapida”.

    Friuli-Venezia Giulia – In FVG la variante inglese del Coronavirus è stata identificata nel 90 per cento dei casi, con un dato che cambia da provincia a provincia. Il dato relativo a questa variante infatti è pari al 100 per cento nelle province di Udine e Pordenone, al 90 per cento a Gorizia e al 61,5 per cento a Trieste.

    Lazio – La variante inglese nel Lazio è stata identificata nel 78 per cento dei campioni di contagiati sequenziati, mentre quella brasiliana è stata segnalata nel 20 per cento dei casi, molto al di sopra della media nazionale. Si tratta dell’unica Regione italiana in cui cresce la diffusione della variante brasiliana. Inoltre,, a partire da oggi, il Lazio ha disposto 14 giorni di zona rossa per il comune di Fara Sabina, dove solo nell’ultima settimana si sono registrati 105 contagi, un’impennata che l’Asl di Rieti sospetta causata da un focolaio di variante inglese del Coronavirus, un sospetto la cui fondatezza è stata confermata da alcuni test preliminari.

    Liguria – La variante inglese in Liguria è stata identificata nel 63 per cento dei campioni di contagiati sequenziati, mentre quella brasiliana è stata segnalata nel 13 per cento dei casi.

    Lombardia – La variante inglese in Lombardia è stata identificata nel 90 per cento dei campioni di contagiati sequenziati, al di sopra della media nazionale.

    Marche – La diffusione delle varianti nella Regione sta appesantendo le strutture ospedaliere. “La pressione è ancora elevata nella terapie intensive ma sta calando nei pronto soccorso”, ha spiegato il presidente Francesco Acquaroli. “Il problema è che la terza ondata, la seconda diffusa con le varianti, è arrivata quando avevamo 75 ricoveri in intensiva, con un appesantimento delle strutture ospedaliere”.

    Molise – Da metà marzo, come a livello nazionale, in Molise sembra predominare la variante inglese del Coronavirus, mentre negli ultimi giorni sono stati registrati i primi 3 casi di variante brasiliana, tutti riguardanti un’unica famiglia di Venafro, in provincia di Isernia.

    Piemonte –  Il primo caso di variante brasiliana in Piemonte è stato segnalato la scorsa settimana mentre resta dominante la variante inglese, identificata nel 90,2 per cento dei casi sequenziati.

    Puglia – La variante inglese nella Regione è presente nel 90 per cento dei casi.

    Sardegna – Almeno 78 casi di variante inglese sono stati segnalati negli ultimi giorni a livello regionale, grazie al sequenziamento operato dal laboratorio del Policlinico Duilio Casula di Monserrato dell’Aou di Cagliari. Tra questi, 24 riguardano proprio il capoluogo, altri 4 l’hinterland cagliaritano e 7 la provincia di Oristano.

    Sicilia – I primi due casi di variante brasiliana in Sicilia sono stati segnalati la scorsa settimana in provincia di Messina e si riferiscono entrambi allo stesso nucleo familiare.

    Toscana – La prevalenza della variante inglese in Toscana è pari all’85,9 per cento, mentre quella brasiliana è stata rilevata nel 10 per cento dei casi sequenziati, ben al di sopra della media nazionale. 

    Provincia autonoma Trento – È pari invece al 100 per cento la prevalenza della variante inglese nella provincia autonoma, dove questa è stata rilevata in tutti e 16 i campioni sequenziati.

    Umbria – In Umbria la variante inglese risulta prevalente nel 64 per cento dei casi, mentre quella brasiliana è stata identificata nel 32 per cento dei campioni sequenziati.

    Val d’Aosta – Anche in Val d’Aosta, come in Trentino, la prevalenza della variante inglese è pari al 100 per cento dei casi, unici due territori d’Italia a registrare questo dato.

    Veneto – L’88,5 per cento dei casi nella Regione riguardano la variante inglese del Coronavirus mentre l’1,4 per cento quella brasiliana.

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